AMIANTO Associazione CONTRAMIANTO E ALTRI RISCHI ONLUS ultimo aggiornamento 28 Gennaio 2013

CONTRAMIANTO

ANCH'IO

NO ASBESTOS

 

PROPOSTA di LEGGE REGIONALE
sull’AMIANTO per la PUGLIA
La proposta promossa da Contramianto nel 2002 con la raccolta di oltre 10.000 firme ancora oggi rimane inascoltata.
 
“Norme in tema di sorveglianza sanitaria, prevenzione e informazione ai cittadini e ai lavoratori esposti ed ex esposti all’amianto e relative azioni collegate in ambito regionale.”
 
Bari, 22 Gennaio 2002
 
Contenuti e finalità della proposta di legge regionale di iniziativa popolare
 
Attraverso la proposta di Legge Regionale sull’amianto , redatta in articoli ed accompagnata dalla presente relazione che ne illustra il contenuto e le finalità, si vogliono coinvolgere, sul territorio pugliese, tutti i cittadini sui temi legati all’amianto circa i danni arrecati alla salute e all’ambiente, sulla sorveglianza sanitaria, prevenzione ed informazione in merito ai rischi ancora esistenti.
La proposta di Legge Regionale sull’amianto individua quali punti cardine dell’atto normativo:
 
  • SORVEGLIANZA
  • PREVENZIONE
  • INFORMAZIONE
 
La proposta nasce dall’esigenza di attuare sul territorio regionale una legge di tutela sanitaria per tutti quei cittadini e lavoratori che, nel corso degli anni, hanno patito e patiscono i danni provocati dall’amianto.
La condizione dell’intera area industriale, della cantieristica navale e delle attività nella Marina Militare e mercantile, nell’industria del cemento-amianto e del suo utilizzo in edilizia, delle discariche abusive dove si registrano casi di accatastamento indiscriminato di amianto, determinano numerose realtà regionali che vedono la popolazione vittima di questo pericoloso agente cancerogeno.
Le indagine epidemiologiche svolte sulla popolazione del territorio, hanno evidenziato come sia altissima l’incidenza tumorale riconducibile all’amianto. Significativi risultano i dati riportati nel Registro Regionale dei Mesoteliomi così come istituito per la regione Puglia dal 1996 ed attivo già dal 1989.
La proposta di Legge Regionale sull’amianto si pone come obiettivo, attraverso la sorveglianza sanitaria e la prevenzione dei cittadini e dei lavoratori esposti ed ex esposti all’amianto, la tutela della salute. Utilizza per questo scopo il Registro Regionale dei Mesotelioma nonché il Registro Regionale dei Tumori e il Registro Regionale degli Esposti.
Lo strumento per attuare la sorveglianza sanitaria e i programmi di prevenzione dovrà essere quello delle unità operative di prevenzione della salute nei luoghi di lavoro compresi quelli di medicina del lavoro organizzati dal Ministero della Difesa nonché degli Organi del SSN anche attraverso i medici di medicina generale operanti sul territorio regionale.
L’anamnesi lavorativa e sanitaria dovrà essere integrata, ove necessario, da un questionario a intervista da sottoporre all’interessato.
Istituisce la Conferenza Annuale sull’Amianto.
Prevede il patrocinio gratuito legale presso ciascun capoluogo di provincia, stabilisce un contributo alle persone, o alle loro famiglie se deceduti, colpite da malattie a causa dell’amianto.
La Regione dovrà attuare un piano d’informazione rivolto alla popolazione e agli operatori sanitari sui rischi per esposizione a fibre di amianto e sulle patologie asbesto correlate.
Dovrà essere prevista una Commissione Regionale permanente sull’amianto allo scopo di monitorare l’applicazione delle leggi nazionali e regionali sull’amianto ed attuare progetti finalizzati alla salvaguardia della salute e del territorio. Detta Commissione formata in parti uguali da amministratori pubblici ( Regione, ASL, ARPA), medici, parti sociali, avrà il compito anche di organizzare la Conferenza Annuale sull’Amianto. L’apporto della proposta, oltre che nell’impianto della tutela della salute e della salvaguardia del territorio, è nel riconoscimento del danno arrecato ai soggetti vittime dell’amianto nonché nell’utilizzo degli Organi di medicina del lavoro, tramite un protocollo diagnostico definito a livello regionale con gli altri organi sanitari , che sono individuati come elementi partecipi alla prevenzione e alla sorveglianza sanitaria per quei lavoratori esposti ed ex esposti all’amianto che in questi anni sono finiti fuori dai circuiti di controllo degli organismi sanitari nazionali.

 

 

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EX ESPOSTI AMIANTO LA REGIONE PUGLIA NON MANTIENE LE PROMESSE PER LA MEDICINA DEL LAVORO DI BARI

 

Continua la mobilitazione delle associazioni degli esposti e vittime dell`amianto a difesa delle funzioni della Medicina del Lavoro del Policlinico di Bari per la tutela degli ex esposti all`amianto.
Nessun impegno mantenuto dalla Regione Puglia malgrado le rassicurazioni date dall`Assessore Fiore a settembre 2010.
Ma non demordiamo e abbiamo risollecitato gli organi istituzionali regionali ad intervenire concretamente sulla questione.
Di seguito la lettera inviata da Contramianto e altri rischi onlus, Associazione familiari vittime amianto e Comitato Fibronit.

Al Preg.mo Presidente Regione Puglia On.le Nichi Vendola

Al Preg.mo Assessore Sanità Regione Puglia Prof. Tommaso Fiore

Oggetto: MEDICINA DEL LAVORO DEL POLICLINICO DI BARI EX ESPOSTI ALL’AMIANTO.

 

Le scriventi associazioni degli esposti , Contramianto, Comitato Fibronit e familiari vittime amianto sollecitano nuovamente la Regione Puglia affinché mantenga gli impegni presi per la Medicina del Lavoro Ospedaliera del Policlinico di Bari e gli ex esposti all’amianto.
Ancora oggi rimane aperta la questione della struttura sanitaria barese soffocata dall’assenza di fondi e dalla mancanza di certezze determinate dal piano di riordino ospedaliero. Le prestazioni dell’ambulatorio degli ex esposti all’amianto è a serio rischio per la mancata assegnazione dei fondi dedicati previsti dal precedente DIEF che non consente l’adeguamento di apparecchiature ormai obsolete, l’assegnazione di una borsa di studio ad un giovane medico specialista e la prosecuzione delle ricerche sui nuovi marcatori tumorali per mesotelioma. Tutto questo nella più totale incertezza sul mantenimento delle attività di controllo e tutela degli ex-esposti all’amianto, una situazione davvero difficile alla quale bisognerebbe dare risposte concrete. Eppure dall’incontro avuto il 21 settembre 2010 con l’Assessore Fiore erano stati chiari gli impegni in termini di mantenimento delle funzioni e di finanziamento anche in relazione al progetto sugli ex esposti all’amianto, così come chiaro era l’impegno a conservare la funzione della Medicina del Lavoro mantenendo unito il gruppo che ora lavora in reparto, preservandone così le professionalità acquisite anche prevedendo l’inserimento della nuova struttura in un Dipartimento Assistenziale di Medicina.
Si naviga a vista e per ora le promesse della Regione sono promesse da marinaio e la soluzione è in alto mare. Gli esposti all’amianto avrebbero bisogno di strutture adeguate e di una sorveglianza sanitaria puntuale in un contesto di tutela della salute costituzionalmente garantita secondo quelle che sono le migliori e più aggiornate risposte scientifiche e certamente la Medicina del Lavoro del Policlinico di Bari potrebbe soddisfare tali obiettivi se solo si volesse concretamente investire rafforzandone l’attuale impianto. Chiediamo rassicurazioni per questi lavoratori e cittadini, che in Puglia sono migliaia, affinché non siano vittime due volte, prima per le incaute esposizioni all’amianto subite nei luoghi di lavoro e negli ambienti contaminati, oggi vittime delle istituzioni che non garantiscono loro una adeguata sorveglianza sanitaria.

 

Bari lì 05 febbraio 2011

 

Luciano Carleo ( Contramianto e altri rischi onlus – Taranto)

Nicola Brescia (Comitato Cittadino Fibronit - Bari )

Lillo Mendola (Associazione Familiari Vittime Amianto – Bari)

 

 

AMIANTO E NAVI USA RISARCITI DALLE AZIENDE AMERICANE LAVORATORI MARINA MILITARE  DELL'ARSENALE ESPOSTI ALL'AMIANTO “Ad oggi oltre trecentomila dollari”

Ancora un risarcimento americano a favore di un operaio civile dell’Arsenale di Taranto che aveva contratto una malattia causata dall'esposizione all'amianto per aver lavorato sul naviglio venduto dagli USA alla marina militare italiana . Questo è il quarto riconoscimento ottenuto grazie a Contramianto e altri rischi onlus da febbraio dello scorso anno ad oggi per un importo complessivo di oltre trecentomila dollari. Una battaglia legale vincente condotta negli USA, patrocinata da Luciano CARLEO  e Ignazio BARBUTO, cofondatori dell'associazione CONTRAMIANTO e condotta dall’Avvocato Mitchell’s Cohen di Philadelpia e dall’Avv. Sabrina Magni dello Studio Ceriani di Milano.

Alla vedova di U.R. andrà un risarcimento che va oltre il valore dei soldi in quanto prevale l'aspetto della giustizia finalmente riconosciuta poiché le sentenze sanciscono che con l'esposizione  all’amianto presente a tonnellate sulle navi USA vendute nel dopoguerra alla Marina Militare Italiana, (causa di decessi e malattie per patologie asbesto correlate), è stato violato il diritto alla salute dei lavoratori.

A quarant’anni di distanza il conto da saldare è davvero salato per chi ignaro delle conseguenze dopo una vita di lavoro e sacrificio è stato ripagato con la malattia.

Contramianto ha ricostruito con i famigliari le carriere lavorative e le conseguenze sulla salute verificando ed accertando la correlazione tra lavoro ed amianto, un'attività preliminare necessaria per ottenere il risarcimento americano che l'associazione è stata in grado di compiere grazie alla propria esperienza di oltre un decennio nel settore ed alle centinaia di analisi/atti/piani di bonifica/referti  acquisiti nel corso degli anni.

Contramianto registra costantemente nuovi casi di patologie asbesto-correlate in lavoratori della marina militare ed operai degli Arsenali militari di Taranto , Brindisi, La Spezia, Augusta, Ancona.

Nel solo Arsenale Marina Militare di Taranto Contramianto ha conoscenza di oltre 200 casi, di cui 35 casi di mesotelioma e altrettanti tumori da amianto, 130 casi di asbestosi ispessimenti pleurici, broncopatie, placche.

Particolarmente significativi i casi di mesotelioma nelle attività di cantieristica navale e marina militare in Liguria, Puglia e Friuli Venezia Giulia. Città marinare quali La Spezia, Taranto e Monfalcone registrano picchi di patologie amianto correlate legate alle manutenzioni e costruzioni navali.

Il tumore dell’amianto si manifesta generalmente dopo più di 40 anni dalla prima esposizione. Le attività di cantieristica navale e marina militare registrano esposizioni all’amianto risalenti al 1949, ma non si possono escludere casi più lontani nel tempo.

Navi e amianto sono un legame noto per le ottime qualità di coibentazione dell’amianto e per la necessità del naviglio militare di avere difesa dal fuoco e dal calore. L’amianto però purtroppo ha anche proprietà  cancerogene e ciò era noto sin dagli anni 40, lo IARC lo considera cancerogeno di classe 1 , sicuramente cancerogeno per l’uomo.

Dal  Terzo Rapporto del Registro Nazionale Mesotelioma del 2010 risultano nel periodo 1993-2004 per tutto il territorio nazionale 844 casi di mesotelioma in militari e lavoratori di cantieristica navale e della Difesa, 9166 casi di mesotelioma maligno  in archivio sino a gennaio 2009 per tutte le attività lavorative.

Le conseguenze delle esposizioni alle fibre cancerogene sono sotto gli occhi di tutti. Oggi in Italia sono indennizzati dall’Inail 550/600 casi all’anno di “neoplasie causate dall’amianto” un valore certamente esiguo rispetto alla casistica dei mancati riconoscimenti o di quelli sconosciuti od ancora non richiesti.

Alla luce di queste ingiustizie continua l’impegno di Contramianto e altri rischi onlus attraverso un programma di informazione alla popolazione e di sensibilizzazione per una corretta attività di controllo sanitario per i lavoratori esposti all’amianto.

 

Luciano CARLEO

Presidente

Contramianto e altri rischi onlus

 

Via Nitti 2A – 74123 TARANTO

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FONDO VITTIME AMIANTO FINALMENTE IL REGOLAMENTO E' OPERATIVO.

Il Ministro Sacconi ha reso noto oggi 12 gennaio 2011 che il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha controfirmato il regolamento relativo al fondo per le vittime dell'amianto, rendendo così operativo il fondo stesso.

Contramianto e altri rischi onlus impegnata in prima linea con numerose associazioni degli esposti e vittime dell'amianto e le forze sociali e politiche affinchè il Fondo fosse fruibile esprime soddisfazione per questo risultato che seppure a tre anni dalla legge potrà consentire a moltissimi cittadini e lavoratori di avere un riconoscimento.

Nei prossimi giorni pubblicheremo un approfondimento sull'intera questione.

 

Luciano Carleo

Presidente

Contramianto e altri rischi onlus

 

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FIRMA LA PETIZIONE CONTRO APERTURA MINIERA AMIANTO IN CANADA

Sembra assurdo ma ancora oggi in molte parti del mondo si continua ad estrarre amianto e a contaminare con la polvere cancerogena le popolazioni. In Canada ancora oggi accade tutto questo fermiamo l`apertura di una nuova miniera. Un Consorzio chiede al Governo Canadese 58 milioni di dollari per riaprire una cava di amianto FERMIAMOLI

FIRMA LA PETIZIONE CONTRO APERTURA MINIERA AMIANTO IN CANADA CLICCA SU

http://www.PetitionOnline.com/a5b35t0s/

 

GRAZIE

 

Luciano Carleo

Presidente Contramianto e altri rischi onlus

Via Nitti 2A - 74123 Taranto

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INQUINAMENTO A TARANTO SOSTIENI L'INCHIESTA.
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sull'ambiente riguardi la GRAVE QUESTIONE AMBIENTALE DI TARANTO VOTA SU


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Grazie per il tuo sostegno.

Luciano Carleo

Presidente

CONTRAMIANTO E ALTRI RISCHI ONLUS
TARANTO

e-mail contramianto@libero.it

 

 

ANCORA AMIANTO ABBANDONATO

VEDI L'IMMAGINE TARANTO CITTA' VECCHIA

NOVEMBRE 2010

                                                                                         

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Rassegna Volontariato e Solidarietà Taranto

9 e 10 ottobre 2010 Piazza Maria Immacolata

 

 

Contramianto e altri rischi onlus partecipa per il terzo anno consecutivo alla Rassegna Volontariato e Solidarietà di Taranto. La Manifestazione arrivata alla sesta edizione si terrà dal 9 al 10 ottobre 2010 a Piazza Maria Immacolata. Contramianto sarà presente con i propri volontari alla stand n. 41 , di fronte al palco. Partecipate numerosi.

I dettagli del programma sul sito del CSV Taranto all’indirizzo: http://www.csvtaranto.org/csv/articles/art_649.html  

News: Visita i nostri BLOG  

www.contramianto.bloggatore.com 

 

 

 

 

 

 

CONVEGNO

AMIANTO FUORI

DIRITTI DEGLI ESPOSTI E BONIFICHE AMBIENTALI

TARANTO

SABATO 05 GIUGNO 2010

 

ore 9,00-18,00

Salone di Rappresentanza

PROVINCIA DI TARANTO

Via Anfitetro, 4

 

 

 

AIUTACI AD AIUTARE

DESTINA IL TUO 5 x Mille a

 

Contramianto e altri rischi onlus

 

c.f. 90163790737

 

DA OGGI SUL NOSTRO BLOG SCARICA GRATIS IL LIBRO

"LO STATO DIMENTICA L'AMIANTO KILLER " - Autore Avv. Ezio Bonanni

 

“Ultimissima”

 

 

 

 

 

 

Appuntamenti
ore 16 presso Piazza Colonna – Palazzo Chigi
protesta delle associazioni degli esposti e vittime dell’amianto.
Ore 17  presso la Camera dei Deputati - Palazzo San Macuto, Sala Refettorio.
Presentazione del libro LO STATO DIMENTICA L'AMIANTO KILLER – Autore Avv. Ezio Bonanni
Aspetti legali, sanitari e di vita dei lavoratori esposti all'amianto
DIBATTITO SUL TEMA AMIANTO E GIUSTIZIA
INTERVENGONO:
- Avv. Ezio Bonanni - Autore del libro Lo Stato dimentica l'amianto killer
- On. Domenico Scilipoti - Componente della Commissione "VIII Ambiente Territoio e Lavori Pubblici"
- Michele Michelino - Presidente Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio - Editore del libro Lo Stato dimentica l'amianto killer
- Associazioni dei lavoratori e delle vittime dell'amianto
Aderiscono e partecipano all’iniziativa
Contramianto e altri rischi onlus – AVANI - Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio – Osservatorio Nazionale Amianto . AEA FVG - AIEA Toscana sez. Larderello - AIEA sez. Ferentino - AVIO - Federazione INTESA

 

 

 

 

INQUINAMENTO A TARANTO

LE LETTERE DI

CONTRAMIANTO E ALTRI RISCHI ONLUS

A

REGIONE PUGLIA – PROVINCIA DI TARANTO

COMUNE DI TARANTO – COMUNE DI STATTE

ARPA PUGLIA – ASL TARANTO

 

04 GENNAIO 2010

 

ATTIVAZIONE DI UNO STUDIO DI RICERCA DELLA DIOSSINA NEL SANGUE DELLA POPOLAZIONE DI TARANTO, STATTE E AREA JONICA

 

28 DICEMBRE 2009

 

INCIDENZA DEGLI INQUINANTI INDUSTRIALI E CONSEGUENZE SULLA SALUTE DELLA POPOLAZIONE DI TARANTO E DELL’AREA JONICA

 

di seguito il testo integrale delle lettere

 

LETTERA del 04.gennaio.2010

 

Oggetto: Attivazione di uno “ Studio di ricerca della diossina nel sangue della popolazione di Taranto, Statte e area Jonica “. 

 

 

I quantitativi di diossina immessi nell’ aria di Taranto e provincia e la contaminazione dei terreni e del bestiame, ma anche di taluni alimenti, inducono a ritenere che la popolazione possa aver assorbito negli anni dosi significative di diossina e che la presenza e i livelli della stessa possano essere individuati nel sangue attraverso un adeguato studio scientifico.

Rimaniamo ancora perplessi come tale ricerca non solo non sia stata ancora attuata ma non venga neanche proposta a livello istituzionale per dare risposte, quantomeno dovute, all’intera cittadinanza.

In altre aree del Paese a rischio diossina, come Brescia e Mantova, sono state avviate da diversi anni indagini nel sangue della popolazione per ricercare la presenza e i livelli della sostanza incriminata, e tali indagini hanno costituito una prima base su cui lavorare per avviare successive azioni sanitarie, qualora ritenute necessarie.

Il caso da inquinamento produttivo di Taranto e provincia non solo richiede, per la storia industriale nota, una adeguata attenzione ma l’impegno della ricerca scientifica dovrebbe essere maggiore in ordine all’effetto moltiplicativo degli altri numerosi inquinanti industriali che hanno svolto una sinergica azione insieme alla diossina. 

L’urgenza della ricerca esige un’immediata risposta degli organi in indirizzo ai quali chiediamo di concretizzare la richiesta dello Studio di ricerca della diossina nel sangue della popolazione di Taranto, Statte e area jonica.

Vi invitiamo a non aspettare oltre avviando da subito un confronto costruttivo con tutti i soggetti sociali per condividere insieme gli obiettivi e i contenuti della ricerca.

Diamo da subito la disponibilità della nostra associazione a partecipare alle iniziative che vogliate adottare coinvolgendo esperti in ambito sanitario.

Certamente non rimarremo indifferenti rispetto al perdurare di un insostenibile immobilismo istituzionale preannunciando azioni decise per accelerare le indagini sanitarie in oggetto.

 

LETTERA del 28.dicembre.2009

 

Oggetto: Incidenza degli inquinanti industriali e conseguenze sulla salute della popolazione di Taranto e dell’area Jonica.                                                                                 

 

La situazione della città di Taranto e del territorio jonico per la contemporanea presenza di numerosi insediamenti industriali con emissioni inquinanti ha determinato negli anni gravi effetti sulla salute della popolazione con aumenti di patologie e conseguenti crescite dei livelli di morbilità e mortalità.

Tale situazione è oggettiva e desumibile dagli studi scientifici e dagli atti pubblici degli organi sanitari a livello locale, nazionale e mondiale.

Le numerose inchieste avviate dalla Procura e quelle ancora in corso come le azioni giudiziarie stanno e cercheranno di chiarire eventuali responsabilità e responsabili.

In tutta questa vicenda rimane di certo che migliaia di lavoratori e cittadini per colpe non loro patiscono il dramma della malattia e la tragedia della morte, mentre rimane in capo agli organi istituzionali la responsabilità di controllare, garantire e tutelare la salute della popolazione come previsto dalla Costituzione e dalle leggi dello Stato. Riteniamo pertanto al momento prioritario conoscere quali interventi gli organi istituzionali in indirizzo intendano adottare per ridurre/eliminare gli effetti degli inquinanti e salvaguardare la cittadinanza dalla sinergica azione di tali sostanze e contestualmente quali interventi di sanità pubblica siano programmati a garanzia della salute della cittadinanza anche in relazione agli obblighi previsti dalla L.833/78 nei confronti del sindaco nel caso di situazioni di emergenza sanitaria .

Consapevoli che la questione riveste carattere non solo locale e regionale ma si allarga a responsabilità ben più ampie ci riserviamo di coinvolgere sul tema il Governo nazionale e la Comunità Europea considerando da subito l’opportunità  di atti di class action verso chi ha determinato in tutti questi anni danni incalcolabili alla salute della popolazione.

Riteniamo utile ed indispensabile che al più presto si avvii un confronto pubblico al quale partecipino tutti i soggetti interessati alla questione e in tale ambito chiediamo da subito di essere convocati per rappresentare gli interessi collettivi in qualità di associazione onlus riconosciuta prioritariamente nel settore socio sanitario.

 

ARCHIVIO

21 DICEMBRE 2009

 

 

 

 

Consiglio regionale della Lombardia

del 18.12.2009

ex Fibronit di Broni

fabbrica di cemento-amianto

 

Alla Cortese attenzione

Presidente Regione Lombardia

Consiglio Regionale della Lombardia

 

Le scriventi Associazioni, in relazione ai lavori programmati dal Consiglio Regionale della Lombardia nella giornata del 18 dicembre 2009 sul tema “ ex Fibronit di Broni – fabbrica di cemento-amianto “, chiedono di essere coinvolte attivamente con la popolazione nelle decisioni che verranno prese a tutela ambientale del territorio e per la difesa della salute dei lavoratori e dei cittadini. Pur nella consapevolezza che sarà compito della magistratura ricercare le eventuali responsabilità penali e civili di chi poteva e non ha fatto nulla per evitare la tragedia che si sta determinando a causa dell’amianto in termini di morti e ammalati e di disastro ambientale, confidiamo negli organi istituzionali affinché il problema dell’amianto della ex Fibronit di Broni e del territorio dell’Oltrepò pavese non rimanga un problema locale ma diventi questione nazionale e in tali termini sia affrontato.

Restiamo in attesa di conoscere gli atti e le decisioni presi dal Consiglio Regionale e disponibili a partecipare alle iniziative che si andranno a determinare attraverso un confronto con gli organi istituzionali.

 

Contramianto e  altri Rischi-ONLUS

Associazione Vittime Amianto Nazionale Italiana

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

Associazione Esposti Amianto Regione Friuli Venezia Giulia

Osservatorio Nazionale sull’Amianto

Broni, Roma,  Milano, Sesto San Giovanni, Trieste, Taranto, Latina,17.12.2009

 

Archivio 06.12.2009

ETERNIT E NON SOLO

GIUSTIZIA PER TUTTE LE VITTIME DELL’AMIANTO

 

Inizia a Torino il 10 dicembre il processo contro la Eternit ed intanto nel resto d’Italia cresce la sete di giustizia per altre tragedie dell’amianto dimenticate. Finalmente la procura di Voghera chiude le indagini preliminari per la ex Fibronit di Broni, 10 gli indagati, mentre su altre inchieste vi è un assoluto silenzio come per i lavoratori pugliesi emigranti nella fabbrica Eternit di Niederurnen o la maxi inchiesta sulla Marina Militare dove parte un solo processo avviato dalla Procura di Padova mentre nelle altre città marinare Taranto, La Spezia, Brindisi ed Augusta è calma piatta .

L’amianto ha ucciso indistintamente colpendo lavoratori e cittadini, gli operai e le mogli che ignare hanno lavato le tute, i figli che abbracciavano i padri di ritorno dal lavoro, ha colpito indistintamente nelle fabbriche e per le strade, da Nord a Sud dal Centro alle Isole uccidendo senza distinzioni. Dopo anni di inchieste giorno 10 dicembre parte il processo per le vittime di Casal Monferrato contro la Eternit, un processo con oltre 2000 costituzioni di parti civili e che vedrà cittadini ed associazioni in piazza a pretendere giustizia per migliaia di vittime dell’amianto. CONTRAMIANTO che aderisce alla manifestazione di Torino ritiene che l’apertura del processo contro i presunti colpevoli della Eternit e il clamore internazionale sulla vicenda debba essere l’occasione per risvegliare le coscienze sul dramma dell’amianto che solo in Italia provoca 5000 morti ogni anno e che è lontana dal concludersi essendo ancora presenti sul territorio nazionale 32 milioni di tonnellate di amianto che andrebbero bonificate.

L’avvio del processo di Torino contro la Eternit dovrebbe portarci a riflettere sulle situazioni nazionali dimenticate e le ingiustizie perpetrate nei confronti delle vittime morte nel silenzio.

Un silenzio che sembra essersi rotto a Broni dopo che la Procura di Voghera ha chiuso le indagini preliminari per la fabbrica del cemento-amianto ex Fibronit  indicando 10 indagati per le morti provocate dall’amianto nella cittadina pavese dove si contano centinaia di morti e ammalati per patologie amianto correlate. Il 12 dicembre Luciano Carleo Presidente di CONTRAMIANTO  sarà a Broni in occasione del PRIMO CONCERTO COMMEMORATIVO PER LE VITTIME DELL’AMIANTO per ribadire il principio di giustizia verso le vittime dell’amianto e sostenere il percorso intrapreso con le altre Associazioni a cominciare da AVANI  il cui Presidente Silvio Mingrino ha voluto fortemente le conclusioni delle indagini della Procura di Voghera avviate da anni. Nello scorso mese di marzo l’Avv. Ezio Bonanni, difensore delle associazioni delle vittime dell’amianto, aveva incontrato il Procuratore della Repubblica di Voghera per ribadire a nome delle associazioni e delle vittime la grave situazione provocata dall’amianto killer nella fabbrica ex Fibronit di Broni e nel territorio Pavese illustrando le richieste e aspettative di giustizia. CONTRAMIANTO ha già manifestato la volontà di costituirsi parte civile non appena sarà formalizzato l’avvio del processo. Il caso Broni costituisce l’ennesimo motivo di discussione intorno alla questione amianto e circa le situazioni misconosciute o per meglio dire dimenticate. Silvio Mingrino in un anno con l’associazione AVANI ha dato voce anzi urlo alle vittime dell’amianto, un coro unanime di richieste per un territorio dimenticato a cui CONTRAMIANTO e le associazioni delle vittime dell’amianto si è unito chiedendo risposte le stesse risposte che aspettiamo di conoscere per altre situazioni che abbiamo sollevato e che rischiano di riaddormentarsi.

Rischia di finire nel silenzio la situazione dei lavoratori emigranti della Eternit Svizzera di Niederurnen, centinaia di lavoratori pugliesi molti della provincia di Lecce ma anche della provincia di Taranto che dopo avere lavorato per anni nella fabbrica svizzera Eternit si sono ammalati e sono morti a causa dell’amianto killer. CONTRAMIANTO aveva segnalato nel 2003 alla Procura di Torino i casi, morti e ammalati, e le testimonianze degli esposti pugliesi della Eternit di Niederurnen dando risalto sugli organi di informazione alla vicenda. Negli anni successivi erano state avviate una serie di indagini attraverso i Servizi di Prevenzione del lavoro delle ASL pugliesi per conoscere l’entità del fenomeno attualmente la situazione sembra ritornata nel dimenticatoio.

Ancora silenzio sulla vicenda Marina Militare, l’unica voce è quella della Procura di Padova dove a gennaio inizia il processo ai presunti responsabili del decesso di due marinai, mentre a Taranto al momento tutto tace. Eppure come CONTRAMIANTO ha più volte ricordato l’amianto era presente sulle navi che erano di base a Taranto, come sulle navi di base a Brindisi, La Spezia ed Augusta. Vi sono certezze sui centinaia di casi di decesso per mesotelioma, il cancro provocato dall’amianto, come migliaia sono gli  ammalati per patologie amianto correlate che ha colpito indistintamente tanto il personale militare imbarcato quanto il personale civile che ha lavorato negli Arsenali della Marina militare nelle manutenzioni navali. Intanto l’amianto continua ad esserci e le navi continuano ad essere bonificate. Ancora oggi si assiste alla rimozione di amianto da navi in servizio come su quelle ormai andate in disarmo con il loro carico di amianto come Nave Squalo attraccata a Taranto unità ex USA o Nave Storione, vendute dagli Stati Uniti all’Italia nel dopoguerra e che solo oggi vengono bonificate dall’amianto.  Una tragedia nazionale quella dell’amianto lunga dal concludersi e alla quale bisognerà dare concrete risposte non solo nelle aule dei tribunali ma cominciando ad avviare sui territori una seria attività di sorveglianza sanitaria verso gli ex esposti all’amianto ed adeguate forme di risarcimento a partire dal fondo vittime dell’amianto ancora inattuato.

 

ARCHIVIO 22 novembre 2009

 

 

 

 

 

 

 

28 novembre 2009
MARCIA CONTRO L'INQUINAMENTO

“Altamarea”

Taranto ore 9,00

raduno piazzale Arsenale

CONTRaMIANTO

E ALTRI RISCHI ONLUS

ADERISCE E PARTECIPA ALLA MARCIA

 

ARCHIVIO

20 Novembre 2009

 

 

 

L’AMIANTO UCCIDE, UCCIDE IN FABBRICA

E FUORI DALLA FABBRICA,

FA STRAGE NELLE FAMIGLIE DOVE IGNARE LE MOGLI DEI LAVORATORI LAVAVANO LE TUTE E RESPIRAVANO QUESTA POLVERE MORTALE

RITA SE NE ANDATA,

VICINI AL DOLORE DELLA FAMIGLIA E DEI COMPAGNI DI SESTO SAN GIOVANNI PUBBLICHIAMO DI SEGUITO IL COMUNICATO CON CUI IL COMITATO PER LA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEL TERRITORIO LA VUOLE RICORDARE

 

UN ALTRO LUTTO HA COLPITO IL NOSTRO COMITATO:

 

CARMELA MAGANUCO, “RITA” COME LA CHIAMAVAMO TUTTI, MOGLIE DEL NOSTRO COMPAGNO GIOVANNI,CI HA LASCIATO.

 

La nostra amica e compagna Rita è morta questa notte all’Ospedale di Niguarda a 53 anni, uccisa da un tumore, un carcinoma polmonare che ormai si era esteso a entrambi i polmoni e con metastasi in varie parti del corpo. Quest’anno durante la manifestazione in ricordo dei nostri morti che teniamo ogni anno in aprile, Rita aveva preso la parola per far sapere a tutti che le avevano diagnosticato un carcinoma polmonare. Nonostante le sofferenze che pativa non voleva arrendersi, ha continuato a lottare fino alla fine.

Rita - una donna forte, madre di due ragazze - non ha mai lavorato in fabbrica, ma per anni ha lavato le tute sporche d’amianto di suo marito Giovanni, operaio della Breda Fucine di Sesto San Giovanni. L’amianto, oltre al mesotelioma, provoca molti altri tipi di tumori e il carcinoma polmonare è uno di questi. Ora – dato che non c’e differenza fra quello provocato dal fumo e quello provocato dall’amianto - molti daranno la colpa al fumo cercando di nascondere le responsabilità derivanti da chi anche sapendo del pericolo, pur di fare soldi costringeva i lavoratori a lavorare senza protezioni con sostanze cancerogene, che poi entravano – nelle tute da lavare, nelle loro case. Così oltre ad avvelenare noi stessi, hanno avvelenato anche le nostre famiglie. Davanti alla morte siamo tutti impotenti, ma non riusciamo ad accettare che si muoia solo per aver lavato le tute del marito.

La fabbrica ha chiuso ormai da anni ma Il killer amianto, dopo aver ucciso oltre 84 lavoratori della Breda, continua a colpire lasciando una scia di morti e malati anche tra i famigliari.

Davanti a questo ennesimo lutto che ci colpisce, mentre esprimiamo la nostra solidarietà alla famiglia, cresce in noi la rabbia e la determinazione a continuare la lotta perché i responsabili di questi omicidi, dei morti sul lavoro e di lavoro, chi li giustifica, vengano perseguiti impedendogli di continuare a produrre morti e lutti in tante troppe famiglie operaie. Una società civile non può permettere che chi inquina, sfrutta e uccide i lavoratori e gli esseri umani per il profitto continui a rimanere impunito.

Non possiamo accettare che in nome del profitto si continui a calpestare la salute e la vita umana.

Ciao Rita, sarai sempre con noi, nei nostri cuori, nei nostri pensieri.

Siamo orgogliosi e onorati di averti conosciuto e continueremo a ricordarti con il tuo coraggio, il tuo sorriso ironico e scanzonato.

Non perdoneremo i tuoi assassini, lotteremo anche per te, perchè tu e tutti gli altri morti abbiate giustizia.

 

Sesto San Giovanni, 20 novembre 2009

 

 

ARCHIVIO 17.11.2009

PROCESSO ETERNIT A TORINO :

 

 

FRA GLI IMPUTATI

 

ANCHE LO STATO ITALIANO

Il Tribunale Ordinario di Torino, ha accolto la richiesta presentata dell’Avv. Ezio Bonanni, legale di parte civile nel processo Eternit, ed ha emesso il decreto per la citazione come responsabile civile per la tragica vicenda delle morti di amianto, nella Presidenza del Consiglio dei Ministri, in persona del Presidente pro-tempore On.le Silvio Berlusconi, che così siederà nello stesso banco degli imputati, i Sigg.ri Schmidhelny Stephan Ernest (Svizzera) e De Cartier De Marchienne Lous (Belgio), proprietari delle  fabbriche Eternit responsabili della morte miglia di lavoratori e cittadini.

Si tratta della prima volta in assoluto che uno Stato è chiamato a rispondere per il mancato rispetto delle sue stesse leggi e per quanto è stato denunciato nell’istanza-richiesta di autorizzazione a firma dell’Avv. Ezio Bonanni, legale anche delle nostre associazioni.

 

Così oltre ai padroni, anche lo Stato viene messo sul banco degli imputati per nonaver adottato i provvedimenti necessari a garantire il rispetto dei principi costituzionali e l’attuazione delle specifiche direttive CEE in materia di tutela della salute dei Lavoratori, sia condannato in solido con gli imputati del presente procedimento penale al risarcimento dei danni, patrimoniali e non patrimoniali, patiti e Patiendi, tutti nessuno escluso…”

 

Come prevede il decreto di citazione i giudici del Tribunale di Torino, Ordinando alla Presidenza del Consiglio dei Ministri di comparire  all’udienza del 10 dicembre 2009 ore 10 nella maxi-aula 1, ingresso 16, piano-2”, “..affinchè provveda alla propria difesa” , mette  anche il governo sul  banco degli imputati a fianci dei padroni dell’Eternit.

 

E’ solo per la mobilitazione  dei lavoratori e dei cittadini organizzati in Comitati di lotta e nelle Associazioni che siamo  riuscii a fare breccia nell’opinione pubblica, a rompere il muro di omertà e complicità che anche molte istituzioni che finora hanno privilegiato la logica del profitto a scapito della salute e della vita umana hanno avuto. La decisione del Tribunale di Torino è una decisione importante perché avvicina la verità giuridica a quella storica.

Finalmente, comincia a farsi strada una verità denunciata da anni solo dalle associazioni, cioè che padroni, affaristi, speculatori e istituzioni pur sapendo dei rischi mortali a cui sottoponevano lavoratori e cittadini in nome del profitto non hanno fatto nulla per impedirlo.

Le nostre Associazioni negli ultimi mesi hanno più volte denunciato lo Sato Italiano per la lentezza dei processi, la tardiva e mancata tutela della salute, rivolgendosi anche alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo a Strasburgo e alla Comunità Europea a Bruxelles per tutelare i loro diritti, e ora forse, anche se tardivamente, si può sperare in un briciolo di giustizia.

BASTA CON LE STRAGI IMPUNITE DI LAVORATORI E CITTADINI

NESSUNA impunità ai colpevoli

 

Contramianto, Associazione Esposti Amianto & altri Rischi-ONLUS  

(contramianto@libero.it - 328-8228177)

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

(cip.mi@tiscalinet.it - 335/7850799)

Associazione Esposti Amianto Regione Friuli Venezia Giulia (segreteria@aea-fvg.org - 040/370380)

Osservatorio Nazionale sull’Amianto (osservatorio.amianto@tiscali.it - 329/0106624)

Associazione Vittime Amianto Nazionale Italiana (avappresidente@hotmail.it - 335/8056074)

Roma,  Milano, Sesto San Giovanni, Trieste,Taranto, Latina, 17.11.2009

 

 

 

 

 

 

 

 

Chiunque volesse domandare chiarimenti tecnico-giuridici ovvero volesse espletare la stessa procedura potrà contattare direttamente, a nostro nome, l’Avv. Ezio Bonanni (06/68309534 - 0773/663593 - avvbonanni@libero.it).

 

 

ARCHIVIO ultima 15.11.2009

 

 

“AMIANTO E GIUSTIZIA”

BILANCIO E INIZIATIVE

DELLA CONFERENZA NAZIONALE

DI TORINO

 

Dal 6 al 8 novembre si è tenuta a Torino la Conferenza Nazionale Amianto organizzata da CONTRAMIANTO, le associazioni del settore ed organizzazioni sindacali ed alla quale hanno partecipato medici, giuristi ed esperti. La conferenza è stata l’occasione per trarre importanti conclusioni e mettere in campo delle iniziative che vedranno impegnati tutti i soggetti promotori .

Contramianto e altri rischi onlus nella tre giorni torinese ha tracciato con il Presidente Carleo Luciano a nome delle associazioni presenti il percorso da seguire nei prossimi anni per continuare la lotta contro l’amianto nei luoghi di lavoro e di vita affrontando le questioni ancora aperte in tema di bonifica ambientale, sorveglianza sanitaria e risarcimento legale e previdenziale.

BENEFICI PREVIDENZIALI

Unanime la richiesta che verrà presentata al Ministero del Lavoro affinché vengano riaperti i termini dei cosiddetti benefici previdenziali amianto per tutti coloro che non hanno presentato domanda alla data del 15 giugno 2005 e che impediscono a migliaia di lavoratori, pur essendo esposti all’amianto, l’accesso al prepensionamento; Sullo stesso tema CONTRAMIANTO ha sostenuto il diritto alla rivalutazione contributiva sia per i lavoratori andati in pensione prima del 1992 (data dell’entrata in vigore della legge) e sia per coloro che sono andati in quiescenza prima degli atti di indirizzo attualmente esclusi in maniera ingiusta ed ingiustificata.

CONTRAMIANTO ha sottolineato la necessità di sostenere il prepensionamento amianto per tutti i lavoratori, pubblici e privati, senza discriminazioni, l’abbattimento del limite delle cosiddette 100 fibre litro ed il limite dei dieci anni per usufruire del diritto.

FONDO VITTIME AMIANTO

Allo stesso Ministro del Lavoro sarà richiesto di rendere finalmente operativo il cosiddetto Fondo vittime amianto che a quasi due anni dalla sua approvazione è ancora inapplicato e, nella stessa richiesta, sarà ribadito che il Fondo sia utilizzato per risarcire tutti, cittadini e lavoratori, che abbiano contratto malattie causate dall’amianto.

Contramianto e altri rischi onlus ritiene con le altre associazioni che chi ha realizzato profitto con l’amianto deve risarcire chi ha contratto malattia a causa del cancerogeno poiché non può essere la collettività a farsi carico del danno subito da lavoratori e cittadini, ai quali dovrebbe essere assicurata sia assistenza sanitaria gratuita sia gratuito patrocinio per l’azione risarcitoria.

AMBIENTE E BONIFICHE AMIANTO

La situazione ambientale del territorio nazionale e l’inquinamento da amianto costituiscono un fenomeno dilagante.

Gli interventi di bonifica devono essere accelerati e migliorati.

Come evidenziato da Contramianto i costi della bonifica dell’amianto non devono essere a carico del cittadino che già è stato truffato quando gli è stata venduta una merce cancerogena, ma bisogna trovare forme di sostegno negli Enti locali che si devono fare carico del problema con aiuti concreti alla popolazione.

IMPEGNI

Le organizzazioni che hanno promosso e partecipato alla conferenza annunciano fin d’ora che il 28 aprile 2010, giornata mondiale delle vittime dell’amianto, attueranno la più vasta mobilitazione in tutto il territorio nazionale allo scopo di raggiungere tutti gli obiettivi stabiliti

 

ARCHIVIO

SECONDA CONFERENZA

NAZIONALE 

NON GOVERNATIVA

SULL'AMIANTO

"AMIANTO E GIUSTIZIA"

TORINO 6/7/8 NOVEMBRE 2009

 

 

FINALMENTE CI SIAMO

DOPO UN LUNGO LAVORO PREPARATORIO SIAMO QUASI IN DIRITTURA D’ARRIVO, SI PARTE CON LA CONFERENZA CHE AVRA’ LUOGO A TORINO IL 6/7/8 NOVEMBRE PROSSIMO

  

 

 

www.conferenzamianto2009.beepworld.it

 

 

 

SECONDA CONFERENZA NAZIONALE SULL’AMIANTO

“AMIANTO E GIUSTIZIA”

TORINO, 6/7/8 NOVEMBRE 2009

 

 

AIEA – CONTRAMIANTO e altri rischi onlus –

Legambiente - Associazione delle vittime di Casale Monferrato - AEA-FVG - Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro  e nel territorio Sesto San Giovanni - Comitato per la difesa della salute nei posti di lavoro e nel territorio di Tezze sul Brenta e di Bassano del Grappa - Medicina Democratica nazionale - AVANI - Fondazione Bepi Ferro - ISDE – AEA Monfalcone - Comitato Permanente ex esposti Amianto e Ambiente - Associazione Esposti Amianto Oltrepò -

Comitato amianto e geotermia Lardarello - FEDERAZIONE INTESA - CISL – FIM-CISL – CUB - Slai COBAS – CGIL – FISMIC –  FIOM CGIL

 

Con il patrocinio di

Regione Piemonte - Provincia di Torino

Provincia di Taranto - Regione Puglia

 

 

 

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Morti silenziose e morti dimenticate:

 

 

i familiari dei morti dell’Oltrepò Pavese chiedono l’avocazione delle indagini Fibronit S.p.A. di Broni

( Comunicato dell’associazione AVANI del 19 Ottobre 2009 )

 

La Procura della Repubblica di Voghera non ha ancora, ad oggi, richiesto il rinvio a giudizio dei responsabili, apparenti ed occulti, della Fibronit S.p.A. di Broni, che ha seminato morti, lutti e tragedie, nell’Oltrepò Pavese.

Per questo abbiamo depositato oggi un ricorso al Procuratore Generale di Milano in cui chiediamo di voler avocare le indagini, per rispondere finalmente alle istanze di giustizia di coloro che sono ammalati, di coloro che sono morti e di chi, purtroppo, si ammalerà in futuro.

 

E’ una storia incredibile di omissioni, di vessazioni, di negazione dei diritti: è una triste vicenda quella dei lavoratori della Fibronit S.p.A. di Broni, morti per mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate.

Tuttavia non ci arrendiamo.

I lavoratori e le vedove, riuniti nella Associazione Vittime Amianto Nazionale Italiana hanno chiesto e chiedono giustizia.

La Associazione Vittime Amianto Nazionale Italiana, come pure le altre associazioni, quali il Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, l’Associazione Vittime Amianto Nazionale Italiano, l’Osservatorio Nazionale Amianto, formalizzeranno immediatamente la loro costituzione di parte civile, non appena verrà formulata la richiesta di rinvio a giudizio e per questo hanno già affidato il mandato all’Avv. Ezio Bonanni.

Il nostro avvocato, conformemente al deliberato delle nostre associazioni, non accetterà offerte di transazione e già alla prima udienza dibattimentale chiederà l’integrazione del capo di imputazione, con la contestazione suppletiva di omicidio volontario, con dolo eventuale e strage, oltre che per disastro ambientale ai sensi degli artt. 434 e 437 c.p., conformemente a quanto già stabilito dal Tribunale di Torino per il caso analogo, costituito dal processo Eternit.

 

I morti sul lavoro e di lavoro, le vittime dell’amianto, dei veleni e dei cancerogeni usati nei processi lavorativi e di produzione non sono mai frutto di fatalità, ma di scelte imprenditoriali di padroni che subordinano la vita umana e la salute alla ricerca del massimo profitto.

Davanti al disastro e alla strage di lavoratori e cittadini, le nostre associazioni ritengono gravissimo il fatto che il governo italiano, ancora ad oggi, non si sia impegnato a perseguire i responsabili di questi gravi reati.

Noi continueremo la nostra lotta contro l’amianto e i cancerogeni nelle fabbriche, nei luoghi di lavoro e nel territorio oltre padano e nazionale italiano, nelle aule dei tribunali di tutta Italia, ritenendo inammissibile il sacrificio della vita di tanti esseri umani, immolati sull’altare del profitto.

 

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ULTIMISSIMA

 

 

TRA FICHI D’INDIA E

MURETTI A SECCO

IL MORTALE AMIANTO

( di Vito Totire Presidente AEArs 14 OTTOBRE 2009 )

 

Devo tornare ancora una volta su un tema già in passato, peraltro, frequentemente , segnalato agli enti locali : il tema dello smaltimento abusivo di cemento-amianto nel territorio pugliese.

 

In una mia recente visita al mio paese natale, Turi, ho riscontrato una notevole diffusione di residui e manufatti in cemento-amianto, posso dire, nei “soliti posti”cioè  lungo strade di campagna e muretti a secco.

Vedere cemento-amianto frantumato tra muretti a secco e fichi d’india non è il massimo della Puglia che tutti vorremmo.

 

Mi è stato purtroppo possibile rinvenire cemento amianto  ovunque io lo abbia cercato : la concentrazione maggiore , in un sito già segnalato in passato con numerose canne fumarie ed altro materiale letteralmente polverizzato. Il sito è una strada che inizia di fronte alla zona nota come pozzi di don Ciccio e sbuca sulla via di Putignano.

 

E' qui che  è stato avvistato un reperto molto emblematico sul quale ritornerò più avanti ;

 

ma poi ne ho avvistato e fotografato  anche nei pressi della stazione Enel dei pozzi di don Ciccio, nella strada che dai pozzi di don Ciccio conduce al centro storico , ancora  in via Cisterna ma anche in via Oronzo Pugliese, sia lungo la destra che lungo la sinistra, in via Conversano, in via Castellana, ecc.

 

La mia ricognizione è stata breve e condotta a piedi, lascio immaginare quali potevano essere i riscontri di una ricognizione fatta anche solo in bicicletta!

 

Alcuni elementi risultano essere aggravanti, peculiari e/o comunque da sottolineare:

1)   il tipo e la quantità di rifiuti abbandonati fa pensare non solo e non tanto a microbonifiche domestiche ma a lavori di ristrutturazione edile gestiti da soggetti terzi, cioè da imprese;

2)   alcuni rifiuti si evidenziano all'interno di un'area comunale delimitata da rete metallica (visibili da  via Oronzo Pugliese e da via Cisterna) ;

3)   alcuni rifiuti indicano una scritta inequivocabile e tristemente famosa : FIBRONIT

 

La associazione di cui sono portavoce denuncia smaltimenti abusivi di questo genere da numerosi anni , anche da prima delle norme specifiche sull'amianto; ma che la situazione non accenni a migliorare ancora oggi a 18 anni dal decreto 277/91 che ha dato indicazioni procedurali molto precise circa il modo con cui condurre le bonifiche, pare un elemento di estrema gravità.

 

Gli smaltimenti abusivi segnalati in passato sono stati gestiti frequentemente con bonifiche non particolarmente celeri e comunque onerose per l'erario pubblico.

Sarebbe utile conoscere l'entità della spesa sopportata dai singoli comuni e quindi dal comune di Turi negli ultimi anni per fare delle stime dei costi della mancata prevenzione.

 

I TEMPI DELLA PREVENZIONE , PER QUANTO OSSERVATO, SONO AMPIAMENTE SCADUTI

 

E' ben evidente che alle descritte modalità abusive di smaltimento siano associati due tipi di rischio:

A) quello ambientale e sanitario collegato alla potenziale dispersione di fibre

B)quello, evidentemente molto maggiore, collegato alle modalità con cui , a monte, il materiale viene gestito durante gli interventi di demolizione; modalità che sicuramente bypassano tutte le più elementari misure di sicurezza ; abbiamo più volte denunciato in passato che il calo della curva delle malattie da amianto previsto da epidemiologi forse troppo ottimisti attorno al 2020-2030, non sarà tale se continueranno queste modalità di demolizione e di smaltimento abusive.

 

MISURE DI PREVENZIONE PER IL FUTURO

 

Il cittadino che ha acquistato trent'anni fa una merce a rischio cancerogeno è stato vittima di una truffa; infatti quando i materiali sono stati acquistati la cancerogenicità dell’amianto era assodata; ora il cittadino viene lasciato solo a sopportare gli oneri dello smaltimento!

La situazione è paradossale.

 

 

VALUTAZIONE DEL DANNO SUBITO DALLA COLLETTIVITA'  E PERCORSI RISARCITORI

Il cittadino ha diritto ad un sostegno economico e logistico finalizzato allo smaltimento corretto; i comuni e gli enti locali dovrebbero o almeno potrebbero avviare una grande azione di rivalsa nei confronti dei responsabili della produzione di materiali amiantiferi e del conseguente inquinamento. e dell’inquinamento.

 

 

CONCLUSIONI

 

Adottiamo misure di prevenzione evitando di limitarci agli interventi del “giorno dopo”.

Le misure sono semplici:

1)   campagna di sensibilizzazione e informazione

2)   sostegno economico al cittadino finalizzato a sostenere smaltimenti eco e sanitariocompatibili

3)   avvio di una azione di rivalsa contro i responsabili dell'inquinamento e dei produttori di amianto; in particolare facciamo appello ai sindaci perché pongano questo problema nell’ambito dell’ANCI, trattandosi certamente di un problema di rilievo nazionale.

 

Ovviamente lo scenario descritto, tranne a volte i muretti a secco e i fichi d’india, è rinvenibile anche in altre località e in altre regioni: non vorrei dare una immagine negativa di Turi e della Puglia; occorre intervenire ovunque c’è lo stesso problema.

 

In attesa di cortese e sollecito riscontro.

                                                                                                                   Bologna, 12.10.2009

 

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IN PRIMO PIANO

AMIANTO E MARINA

 

ARSENALE MARINA MILITARE DI TARANTO

 

120 ANNI

di amianto

nei POLMONI DEGLI “ARSENALOTTI”

 

In occasione dei 120 anni dell’Arsenale Marina Militare di Taranto il nostro pensiero va a quanti in questa lunga storia di lavoro si sono ammalati e sono morti a causa dell’amianto nel più assoluto silenzio e con il dolore delle famiglie. Le Voci sono quelle dei lavoratori che abbiamo incontrato e seguito, che ci hanno raccontato le loro storie, storie di lavoro e di amianto, navi, officine ed amianto una polvere che avvolge ed uccide nel silenzio, quel silenzio che noi vogliamo rompere.    

     

 

 

 

 

LE VOCI dei LAVORATORI

(tratto da “L’amianto negli atti e nelle testimonianza dei lavoratori civili dell’Arsenale M.M. di Taranto”di Luciano Carleo e Ignazio Barbuto da atti Contramianto e Federazione Intesa anno 2002 )

 

Quarant’anni di lavoro in attività di congegnatore svolte a bordo delle navi della marina militare a diretto contatto con l’amianto, fianco a fianco con i coibentatori, negli stessi locali motori, turbine e caldaie, dove ne usciva fuori puzzolente di nafta e luccicante di polvere bianca  polvere di amianto respirata per anni. Le tute di lavoro sono state portate a casa, sbattute e lavate dalla moglie.La pensione non se l’è goduta. All’inizio problemi respiratori. La lotta della moglie e dei figli da un ospedale ad un altro. Infine la sentenza: mesotelioma pleurico. Il tumore dell’amianto se l’è portato via a sessantasei anni lasciando un vuoto incolmabile, lo stesso vuoto che oggi leggo negli occhi del figlio.

 

Parlo con un amico che mi chiede di amianto e delle malattie, mi dice di una sua amica che ha il papà ammalato e che vorrebbe saperne di più. Ci sentiamo, la figlia mi parla di suo padre, ammesso al  lavoro a soli quattordici anni ha fatto carriera divenendo applicato, poi archivista nella carriera impiegatizia. Entra da allievo operaio fonditore, apprendista fonditore temporaneo, qualificato operaio fonditore, fonditore staffatore. Il lavoro nella fonderia dell’allora Maricost di Taranto, che diventerà Arsenale Marina Militare, è duro. Fiamme e fuoco, amianto usato come materiale di coibentazione che si disperde nell’aria. Fibre di amianto che si insinuano nei polmoni che si annidano nei bronchi come uncini. Parlo con la figlia. Quel ragazzo ora vecchio di settant’anni è nel letto il suo respiro è affannoso quando cerca di raccontare alla figlia del suo lavoro maledetto di quegli anni. Gli hanno diagnosticato un mesotelioma pleurico, mi chiede di fare qualcosa. Ci risentiamo, fa molto caldo, è stato in ospedale, una sofferenza che diventa ogni giorno maggiore. Sono al mare, chiamo al figlia per sapere. Mi gelo. Lui è andato via. La morte che tutto avvolge, sento freddo, un gelo al cuore.

 

E’ il dieci di aprile del duemilauno mi sento con Fulvio mi dice di essere stato contattato via e-mail da un’amica di Taranto. Vuole sapere notizie su possibili connessioni tra insorgenza di mesotelioma pleurico e attività in Arsenale. Un lavoratore ha contratto mesotelioma pleurico lavorando un lungo periodo da elettricista. Sono interessato perché ho letto del caso di un ragazzo affetto da mesotelioma il cui papà ha lavorato in Arsenale di Taranto facendo l’elettricista e portando gli indumenti a casa. Tumore indotto secondo le indagini del ReNaM. Con lei non riesco ad incontrarmi. Ma le strade si incrociano quando la figlia di quell’operaio, poi morto, mi parla della malattia del padre e di questa sua amica . La  incontro due anni dopo. La sua umanità nel condurre la vicenda legale è sorprendente, non razionale approccio ma un immedesimarsi nel dolore di questo lavoratore e della sua famiglia. Anche in questo caso ad uccidere è stato il mesotelioma pleurico. Cancro ai polmoni scientificamente dimostrato in assoluta correlazione con l’esposizione all’amianto.

 

Ci siamo incontrati sei mesi fa. L’ho rincontrato due mesi dopo quasi non lo riconoscevo. Mi dice che sono i cicli della chemioterapia che sta facendo. Gli dico parla piano non ti stancare raccontami tutto con calma. “ Lavoravo sia a terra che a bordo, facevo l’elettronico ma l’amianto era dapertutto. L’usavamo, lo tagliavamo e lo respiravamo a terra e a bordo dove era anche peggio perché con noi lavoravano i coibentatori ed allora la polvere era dappertutto. I coibentatori impastavano la polvere di amianto quel pastone lo sistemavano sui tubi che poi fasciavano con delle tele impregnate di amianto questo accadeva sia sulle navi che sui sommergibili. Alcune volte al mattino in Arsenale vedevamo un manifesto di lutto (allora per morte oscura ) qualcuno di loro era andato all’altro mondo. Oggi ho io il male brutto mi hanno diagnosticato un cancro polmonare con ispessimento pleurico. Ho paura perché il mio ex Capo operaio  è morto negli anni 70 di mesotelioma pleurico ed ad un mio collega sono stati diagnosticati ispessimenti pleurici bilaterali. Ho conoscenza di un ulteriore caso di mesotelioma pleurico in un mio collega dell’Arsenale morto nel 1977 che riparava le cucine di bordo coibentate con amianto.”

 

“Faceva l’elettricista riparava cucine e lavatrici a bordo delle navi i suoi polmoni erano macchiati . Il sospetto di un tumore polmonare e prostatico. Non si fa in tempo la morte lo porta via.”

 

Poco più di 50 anni. E’ uno dei “fortunati” che è rientrato nelle indagini polmonari che finalmente hanno avviato. Gli è stato diagnosticato per tempo un cancro polmonare, un piccolo nodulo ad un polmone poi all’altro . E’ andato sotto i ferri ma è vivo. Lavoro tranquillo in cucina solo che le caldaie e i bruciatori erano coibentati in amianto e la polvere viaggia nell’aria. L’importante per ora è stare bene.”

 

E’ venuto il “sottufficiale” e mi ha fatto vedere tutta la documentazione medica comprese le lastre che confermavano la malattia professionale: asbestosi polmonare. Oggi è in pensione. Quando lavorava, sempre in Marina Militare, era meccanico. Mi ha detto della diffusa presenza di amianto sulle navi.                

 

Mi portano un foglio, leggo. Ancora un altro.

“….dipendente da causa di servizio la neoplasia laringea manifestatasi in un soggetto esposto nell’ambiente di lavoro a fibre di amianto (nella specie si trattava di un ex sottufficiale della marina militare che aveva prestato per più di vent’anni servizio in qualità di elettricista, dovendo, durante tale periodo, condividere, insieme ad altri militari, in ristretti luoghi di lavoro, l’inalazione di sostanze tossiche e cancerogene, quali appunto l’asbesto……”

 

 

Un operaio mi racconta di come da Allievo operaio e subito dopo come operaio al reparto coibentatori faceva gli impasti con la polvere di amianto e usava i materassi di amianto per coibentare i tubi delle caldaie. Mi ha detto che nel millenovecentonovantadue avevano letto su di una rivista dei danni alla salute provocati dall’amianto. I lavoratori preoccupati per la loro salute dato che lo usavano giornalmente iniziarono una protesta.

 

 

Operaio affetto da cancro e insufficienza respiratoria, oggi in pensione, lavorava alle coibentazioni all’Arsenale di Taranto. Dal racconto del figlio:”Mio padre,che ha adesso ottantuno anni , ha fatto il capo operaio dei Calderai, muratore, è andato in pensione a metà degli anni settanta. I trentacinque muratori calderai che lavoravano con lui sono tutti morti. Lui ha avuto due tumori. Lui impastava amianto e costruiva e coibentava le caldaie a bordo. Veniva infilato nei cunicoli per raggiungere le caldaie.”

“ Ho sempre operato nelle caldaie delle unità navali, nelle quali mi recavo per eseguire i lavori sui refrattari, usando materassini di amianto, lana di vetro ed ogni altro tipo di materiale che veniva impiegato per coibentare gli impianti sui quali intervenivo. Nel mio settore ho sempre avuto contatto con il suddetto materiale che ho lavorato quotidianamente e con assiduità per più di 29 anni”

 

“ Ho 60 anni e sono ancora in servizio. Ho lavorato al settore muratori dell’Arsenale Marina Militare di Taranto avendo diretto contatto con le polveri di amianto. Ho lavorato anche a Buffoluto dove abbiamo ricostruito le coperture prima demolite in amianto  di vecchi edifici. Attualmente mi hanno riconosciuto la causa di servizio e sono affetto da < Multipli ispessimenti pleurici bilaterali > e < sospetta asbestosi >.

 

L’ho conosciuto durante il Convegno dell’Associazione Esposti Amianto di giugno duemiladue . Questo signore ha lavorato per quaranta anni in Arsenale, come impiegato, sopra il locale dei calderai. La sua stanza era nel soppalco, oltretutto con il tetto in eternit. Si era ammalato ai polmoni poi era stato operato diagnosi: mesotelioma pleurico. Il professore che lo ha visitato gli ha diagnosticato che l’insorgenza tumorale era collegata a esposizione all’amianto. Prima dell’intervento era stato sottoposto a biopsia il cui esito aveva evidenziato un numero notevole di fibre di amianto nei polmoni come se avesse lavorato in una miniera di amianto. Alcuni mesi dopo il lavoratore moriva a causa del mesotelioma.

 

“Mio padre ha lavorato con le ditte dell’appalto in Arsenale a bordo delle navi insieme con gli operai dell’Arsenale e i militari. E’ morto di mesotelioma. “

 

“ Diagnosi: Ispessimenti pleurici parcellari costali ai piani medi” una delle patologie riscontrate in una ditta di lavorazione che ha operato a bordo delle navi della marina militare per conto dell’Arsenale di Taranto. Le indagine mediche dicono che “ Le visite mediche periodiche a cui sono stati sottoposti gli operai della suddetta azienda, ed eseguite presso la Medicina del Lavoro del Policlinico di Bari, hanno evidenziato un’alta percentuale di patologie dell’apparato respiratorio, conseguente all’esposizione all’amianto.” ed ancora per la stessa azienda “ ..Teniamo a precisare che il 50% dei lavoratori ….risulta affetto da asbestosi in forma grave o meno grave.”

 

“La rabbia è tanta perdere un padre di soli 58 anni senza poter far nulla. Lavoratore ma anche atleta, conduceva una vita sanissima . Operaio motorista ha svolto la sua carriera lavorativa per gran parte a bordo delle navi e dei sommergibili nei locali motori dove l’amianto era maggiormente presente. Alcuni mesi prima della pensione gli diagnosticano un tumore pleurico. Il cancro lo porterà alla morte.”

 

“ Mio padre che era andato in pensione nel settantacinque è morto dopo alcuni anni di malattia polmonare. Nel corso della sua vita lavorativa ha fatto il capo operaio del settore forni dei calderai venendo a diretto contatto con l’amianto.”

 

 

“ Ritiravo il materiale dal magazzino 53. I  rotoloni di amianto servivano per le lavorazioni di bordo. I rotoloni portati dal magazzino al reparto venivano tagliati in fogli a misura con dei coltellini. Quasi ogni giorno noi carpentieri utilizzavamo i fogli di amianto. Questi servivano per le lavorazioni  a bordo delle navi e dei sommergibili nei locali motori come in tutti i locali in cui si potevano verificare incendi al momento dell’uso del cannello per il taglio o la saldatura. Il materiale una volta utilizzato si portava indietro in officina e poi non ho mai saputo che fine facesse. Ricordo di due operai che lavoravano in questa attività che sono morti di tumore ai polmoni.

 

 

”Un maresciallo motorista che ha operato a bordo di unità navali della classe Lupo è risultato affetto da asbestosi come da risultati di struttura sanitaria civile. Lo stesso era stato fatto idoneo alcuni mesi prima pur avendo la medesima patologia perché indispensabile al servizio.”

 

 

” Tre sottufficiali di nave Veneto erano ricoverati in ospedale per aver contratto l’asbestosi. Durante il ricovero avrebbero manifestato il loro disappunto nel corso di una visita di un loro superiore per aver contratto quella malattia a causa del lavoro a bordo delle navi dove venivano quotidianamente esposti all’amianto.”  

   

“Appena entrato in Arsenale, con la qualifica di coibentatore, sono stato destinato all’officina Calderai. Li si facevano coibentazioni e scoibentazioni di amianto sia a bordo delle unità navali che a terra. Allora le navi erano a caldaia e l’amianto lo trovavamo dappertutto. Ricordo di quella volta che il capo settore mi disse di entrare all’interno del fumaiolo della nave per tagliare le reti che tenevano le coibentazioni. All’interno era terribile,se non mi tiravano fuori per tempo sarei morto tanta era la polvere d’amianto che si sprigionò quando tagliai la rete. Il capo raccoglieva anche i pezzetti più piccoli di amianto che rimanevano dalle lavorazioni perché l’amianto era prezioso e non andava sprecato.”

 

“Quando ero al magazzino di materiale di coibentazione avevo diretto contatto con l’amianto. All’inizio vi era prevalentemente amianto blu di tutti i tipi: fibretta, materassi, coppelle, nastri,corde, tessuti. Ricordo di quando arrivavano i tir, quando si scaricava , all’interno del magazzino tanta era la polvere che non si riusciva a vedere più niente. Il materiale accatastato in grande quantità veniva distribuito a tutti: bordo, Arsenale, Ditte. L’amianto per la maggior parte proveniva dalla ditta Capamianto ma anche da altre ditte. All’inizio l’amianto veniva distribuito dall’operaio anziano, Antonio. Io ero adibito alla conservazione e distribuzione ed anche alla contabilità che facevo là nel capannone. Mi aiutava un manovale di Manduria, morto di tumore.Devo anche dire che contiguo al magazzino ve ne era un altro altrettanto grande dove erano depositate valvole. I due locali erano comunicanti dall’alto. Quando fui incaricato di risistemare questo locale trovai una situazione disastrosa. Appena entrai nel locale notai che il pavimento era ricoperto per intero di uno spesso strato di polvere luccicante. Quella polvere era polvere di amianto che negli anni si era depositata sul pavimento. Quando entrai posando il piede si fecero delle onde e si alzò una nebbia. Ci volle diverso tempo per raccogliere tutta quella terra che poi andò buttata. Non sapevamo niente di quello che facevamo ne del rischio per la nostra salute.”

“Dichiarazione: Dagli atti esistenti presso questo Servizio risulta che l’operaio ******* dall’01.06.1972 al 31.12.1984 ha avuto diretto contatto con materiali di amianto presso il Deposito di amianto come addetto alla conservazione e distribuzione dello stesso, sia ai Reparti dell’Amministrazione sia alle Ditte private”

 

“Negli anni scorsi con altri operai addetti alla stessa lavorazione ho fatto delle attività al tornio durante le quali si sprigionava polvere di amianto. Quando uscivamo dal tornio grande  le tute erano tutte bianche piene di polvere di amianto. Adesso temo per la mia salute. Penso sempre che possa ammalarmi a causa di quella maledetta polvere di amianto.”

 

“Diagnosi: Ispessimenti pleurici bilaterali in soggetto con pregressa esposizione professionale ai materiali fibrosi (amianto, industria navalmeccanica).

Il lavoratore rimane intontito.Il medico scrive. Dica, dica.

Rischi chimici: Paziente esposto a rischi chimici, polveri, amianto. Meccanico navale in Marina Militare, conduttore di caldaie e macchine. Scoibentava tubi in amianto.””L’operaio guarda la carta, tira un gran sospiro e racconta di quanto era imbarcato su nave Veneto delle caldaie grandi quanto stanze e dell’amianto, tanto amianto, amianto dappertutto. Strisciava nei cunicoli delle sentine e respirava quella polvere luccicante. Si ferma. L’affanno si sente. Ricomincia . “ “ Dica, dica. Il medico scrive. Dal 1976 assunto dall’Arsenale come conduttore di caldaie a vapore: si occupa del controllo e della manutenzione della pulizia di filtri e caldaie con l’ausilio di solventi, della riparazione di guarnizioni in amianto”.” La cartella è pronta , avanti un altro.”

 

ARCHIVIO 

   

ULTIMISSIME

20 settembre 2009

LA MARINA MILITARE DOVRA’

RISARCIRE 850.000 EURO A FAMIGLIA

PER IL DECESSO DA

MESOTELIOMA PLEURICO

DI DUE MARINAI

Forse la magistratura è più sensibile alle morti per amianto del Governo: alle ore 19,00 del 17 Settembre 2009 il Giudice per l’udienza preliminare di Padova Dott.ssa Cameran, dopo numerose udienze ha deciso il rinvio a giudizio dei responsabili della Marina Militare per la morte per mesotelioma pleurico di due marinai a causa dell’esposizione all’amianto.

I famigliari sono stati risarciti dalla Marina con 850.000 euro a famiglia, uscendo dal processo. Resteranno invece al processo, che si aprirà il 10 Gennaio 2010, le due parti civili rimaste: l’Associazione Italiana Esposti Amianto e Medicina Democratica, movimento di lotta per la salute.

 

MANIFESTAZIONE DI ROMA

ASSOCIAZIONI, MOVIMENTI, SINDACATI

UNITI NELLA LOTTA PER IL RISARCIMENTO

DELLE VITTIME DELL’AMIANTO

Roma 17 Settembre 2009

 

 

Come anticipato nelle scorse settimane si è svolta giovedì 17 u.s. l’incontro di Roma, una manifestazione molto riuscita alla quale CONTRAMIANTO E ALTRI RISCHI ONLUS ha partecipato e aderito.

La giornata si è svolta in due momenti:

1)   il presidio al Ministero del Lavoro per rivendicare il Fondo Vittime Amianto e sostenere la Sentenza del TAR con la quale le associazioni hanno ottenuto l’estensione dei benefici previdenziali a tutti e 500 i siti oggetto di atto di indirizzo;

2)   la riunione operativa al Senato per definire l’organizzazione della Conferenza Nazionale Amianto di Torino del 6-7-8-Novembre 2009.

 

PRESIDIO E RISPOSTE

Nella mattinata un folto gruppo di lavoratrici e lavoratori, famigliari di cittadini morti per amianto, amministratori pubblici di alcuni territori  ha presidiato la sede del Ministero del Lavoro in via Veneto a Roma. Nel corso del presidio, organizzato da associazioni, movimenti, sindacati uniti nella lotta per il risarcimento delle vittime dell’amianto, una delegazione è stata ricevuta dal Capo di Gabinetto del Ministro del Lavoro Sacconi , Consigliere Monticelli, che ha fornito risposte alle domande formulate sulla mancata emanazione del Decreto attuativo della legge a favore delle vittime dell’amianto e sull’atteggiamento del Ministero di fronte al ricorso al TAR del Lazio vinto da alcune associazioni per il riconoscimento dei benefici ad una platea di lavoratori ben più vasta di quella stabilita dal decreto ministeriale.

Le risposte fornite dal Ministero del Lavoro sono state le seguenti:

 

1) FUMATA NERA PER IL DECRETO ATTUATIVO del FONDO VITTIME AMIANTO.

L’iter per l’emanazione del decreto del Fondo Vittime Amianto non è terminato – è all’attenzione del Ministero dell’Economia - ma si spera che la sua approvazione non tardi e possa essere annunciata alla Seconda Conferenza Nazionale sull’Amianto di Torino del 6,7,8 Novembre 2009. Sembra certo che i beneficiari del Fondo saranno solo i lavoratori già riconosciuti dall’Inail, nulla spetterà agli altri lavoratori non soggetti al riconoscimento Inail e ai cittadini morti per amianto vittime di esposizione domestica e ambientale.

2) SENTENZA DEL TAR VINCENTE MA IL MINISTERO SI OSTINA E PREANNUNCIA IL RICORSO AL CONSIGLIO DI STATO

Il Ministero del Lavoro ricorrerà al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR.

SI RICORDA CHE LA SENTENZA E’ ESECUTIVA PERTANTO TUTTI I LAVORATORI

LA POTRANNO

FAR VALERE IN SEDE LEGALE

 

RIUNIONE OPERATIVA AL SENATO

Alle ore 14,00 rappresentanti delle associazioni, dei sindacati, con alcuni amministratori, si sono riuniti in assemblea presso il Senato della Repubblica con alcuni Senatori ( Felice Casson, Maria Antezza, Carlo Chiurazzi ). E’ stato messo a punto il programma della seconda Conferenza Nazionale Amianto che avrà per titolo “ Amianto e Giustizia “. L’amianto resta un’emergenza ambientale e sanitaria con i suoi 4.000 morti ogni anno, con un consistente aumento dei deceduti per cause domestiche e ambientali; con le 30 milioni di tonnellate di amianto ancora presenti sul territorio nazionale che richiedono di essere censite, bonificate e smaltite.

La Conferenza si svolgerà a Torino sede del più grande processo per amianto che sia mai stato celebrato, contro i responsabili della multinazionale Eternit.

 

ARCHIVIO

SEGNALIAMO:

Venerdì 11 settembre ARENA PO presentazione SPORTELLO AMIANTO ( maggiori notizie alla pagina "convegni " )

Domenica 13 settembre CREMONA Festa all’aperto contro l’amianto e le megadiscariche

( maggiori notizie alla pagina “convegni”)

 

Amianto nel mondo: Brasile

Pubblichiamo di seguito il primo di una serie di interessanti articoli che ci ha inviato Fernanda Giannasi, responsabile dell’associazione brasiliana degli esposti all’amianto (ABREA), che descrivono la difficile situazione dell’amianto in Brasile tra lobby di potere economico e mancanza di tutele per i lavoratori esposti.

 

La politica e gli interessi economici in gioco: un crimine sociale perfetto!

di Fernanda Giannasi (1)

( traduzione brasiliano-italiano a cura di Luciano Carleo

 

Il boom della produzione e del consumo di amianto nel paese si sono verificati durante la dittatura militare, nel periodo noto come il "miracolo economico", in  funzione delle grandi opere infrastrutturali e di costruzione di alloggi e di un costante sostegno per questo tipo di attività industriale da parte del regime . Proprio nel momento in cui i paesi industrializzati hanno cominciato a regolare e ad eliminare l'uso di amianto, in base al numero di casi di malattie ad esso attribuite e descritti nella letteratura medica fin dall'inizio del ventesimo secolo, il Brasile ha iniziato la sua produzione su scala industriale con l’entrata in funzione a Goiás (Minaçu) della miniera di Cana Brava, gestita dalla Sama-SA Estrazione di amianto, società franco-svizzera controllata, rispettivamente dalla Saint-Gobain/Brasilit Eternit e gruppi, nel 1967.

Dal momento in cui il Brasile ha conquistato l’autosufficienza nell’estrazione di amianto è diventato uno dei cinque maggiori produttori mondiali ampliando i suoi confini commerciali senza alcun controllo sanitario ed epidemiologico delle esposizioni ad amianto. Alla fine degli anni “90, sulla spinta della pressione sociale si sono ottenute l'adozione di numerose leggi per vietare sia a livello comunale che statale l’uso di amianto, questo ha provocato un "effetto domino", determinando una graduale diminuzione della produzione ed utilizzo interno.
Un altro fattore importante da considerare è la fine della alleanza franco-svizzera, già agli inizi degli anni “90, con l'azionista di controllo del gruppo francese Saint-Gobain, che ha anche deciso di ritirarsi dalle attività legate all’amianto, alla fine del decennio, a seguito della risoluzione della Francia, suo paese di origine, di vietare  l’amianto a partire dal 1/1/1997. L'azienda Eternit SA, il più grande conglomerato industriale di amianto nel paese, è attualmente interessata da un processo di nazionalizzazione con forti interessi del Governo tanto statale che federale che ha scelto di continuare la produzione con amianto, benché l’amianto sia riconosciuto cancerogeno per gli esseri umani e sia già bandito nel mondo in 51 paesi ed in Brasile  proibito nello Stato di San Paulo, Rio de Janeiro, Rio Grande do Sul e Pernanbuco. Attualmente nel mezzo di uno scenario mondiale sfavorevole all’amianto il Brasile è il quarto produttore a livello mondiale, superato solo dalla Russia, Kazakistan e Cina , il quinto maggiore utilizzatore e un grande esportatore per una eccedenza di produzione, non più assorbita dal mercato interno, soprattutto verso India, Indonesia, Tailandia, Messico, Colombia, Messico, Emirati Arabi Uniti, Malesia, Cina, Sri Lanka, Bolivia, Iran, Ecuador , Nigeria, Filippine, Mozambico e Turchia.

Il Brasile, quindi, è passato dall’essere un modesto esportatore di amianto negli anni 90 (solo il 30% della sua produzione) ad un livello di esportazione che si è raddoppiata dopo il 2002 a livelli quantificati del 65% della produzione totale.  Ci sarebbe, infine, da richiamare l'attenzione su l'azione della lobby pro-amianto nel nostro paese, che è ben lungi dall'essere accettata all’interno di una società democratica. I suoi difensori sono stati duramente criticati all'interno ed al di fuori del paese per il finanziamento ai politici per evitare l'adozione di leggi per il divieto dell’amianto – a chamada bancada da crisotila; l'indicazione del Deputato Ronaldo Caiado, uno dei beneficiari di tali donazioni per un importo di 100 mila reais, in qualità di relatore della Commissione Speciale, che ha esaminato e respinto il progetto di legge federale per il divieto dell’amianto, senza che nessuno dichiarasse il suo conflitto di interesse; i numerosi tentativi di intimidazione e di criminalizzazione dei movimenti sociali che lottano per il divieto dell’amianto; per la cooperazione e manipolazione dei sindacati dei lavoratori e di altri movimenti sociali; per aver utilizzato le istituzioni pubbliche, soprattutto le università e la magistratura per fini privati, con l'assunzione di dipendenti pubblici, utilizzando le loro credenziali accademiche (la cosiddetta farsa di "duplice credenziali") per sostenere la ricerca e su questioni e accordi extragiudiziali discutibili che interessano l'indennizzo delle vittime – il cui aspetto di atto giuridico è reso del tutto dubbio.

L'unico modo per porre fine al flagello causato dall’amianto è il suo divieto nel mondo e soprattutto nel nostro paese, decisione da molto tempo attesa, pienamente giustificata e assolutamente necessaria.

(1) Fernanda Giannasi,Ispettrice del ministero del lavoro del Brasile, responsabile dell’associazione brasiliana degli esposti all’amianto (ABREA) ,responsabile cofondatrice della rete internazionale BAN ASBESTOS.

  

FONDO VITTIME AMIANTO:

Le associazioni sollecitano il Ministro del Lavoro e qualcosa si muove

17 Settembre ore 11 Roma Via Veneto

Presidio davanti al Ministero del Lavoro

 

La Direzione Generale per le Politiche Previdenziali del Ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali dopo l’azione avanzata dalle associazioni degli esposti e vittime dell’amianto, di luglio scorso, con la quale avevamo sollecitato l’immediata disponibilità del fondo ha finalmente risposto e il documento sta pervenendo anche ai lavoratori e cittadini ai quali avevamo fatto presentare istanza all’Inail per la richiesta del Fondo Vittime Amianto.

Il prossimo 17 Settembre alle ore 11 CONTRAMIANTO E ALTRI RISCHI ONLUS con le altre associazioni e sindacati sarà presente al presidio davanti al Ministero del Lavoro in via Veneto a Roma per manifestare ribadendo la richiesta per l’immediato avvio del Fondo Vittime Amianto. Nel corso del sit-in una delegazione incontrerà il Ministro per conoscere i tempi operativi per la reale fruizione del diritto.

Di seguito la risposta del Ministero del Lavoro che abbiamo ricevuto e che sta pervenendo a chi ha fatto richiesta del Fondo Vittime Amianto.

 

OGGETTO: Legge Finanziaria n.244 del 24 dicembre 2007 ( Finanziaria per il 2008 ) FONDO PER LE VITTIME DELL’AMIANTO – Art. 1, commi 241-246

 

In riferimento alla richiesta, relativa alla prestazione del Fondo in oggetto, si comunica quanto segue. Ai sensi dell’art. 1, commi 241-246, della legge n. 244/2007 è stata avviata l’attività istruttoria, in collaborazione con gli enti previdenziali interessati, finalizzata alla predisposizione dello schema di decreto concernente il Fondo per le vittime dell’amianto. Tale schema è stato tempestivamente inviato al Consiglio di Stato per il necessario parere. Recependo l’indicazione espressa nel predetto parere interlocutorio, è stato necessario procedere ad ulteriore attività istruttoria per modificare il regolamento in questione, tenendo anche conto delle esigenze tecniche e operative rappresentate dagli enti interessati. Il regolamento così modificato è stato tempestivamente trasmesso al Ministero dell’Economia e delle Finanze per il necessario concerto. Non appena possibile si procederà a trasmettere il predetto testo al Consiglio di Stato per l’acquisizione del nuovo e definitivo parere, ai sensi dell’art. 17, comma 3 , legge 400/1988. Questa Direzione rimane a disposizione per ogni eventuale richiesta o chiarimento.

( alla pagina fondovittimenew la richiesta di luglio 2009 )

 

 

IN EVIDENZA “ diritti dei cittadini “

PENSIONE PRIVILEGIATA :

IL TERMINE DEI CINQUE ANNI PER PRESENTARE L’ISTANZA DECORRE, NEL CASO DI PATOLOGIE PER LE QUALI NON E’ PREVENTIVABILE L’INSORGENZA, DAL MOMENTO DELLA MANIFESTAZIONE DELLA MALATTIA.

 

Ad un anno dalla Sentenza della Corte Costituzionale n. 323 del 30 luglio/1° agosto 2008 inerente i termini di presentazione della domanda di privilegio di cui all'art. 169 del D.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1092 riteniamo utile ritornare sull’argomento essendo numerose le richieste di chiarimento da parte di lavoratori e cittadini ai quali è stato negato il diritto nel corso degli anni.

Con la Sentenza n. 323/2008 la Consulta ha dichiarato illegittimo l'art. 169 del D.P.R. n. 1092 del 1973 « nella parte in cui non prevede che, allorché la malattia insorga dopo i cinque anni dalla cessazione dal servizio, il termine quinquennale di decadenza per l'inoltro della domanda di accertamento della dipendenza delle infermità o delle lesioni contratte, ai fini dell'ammissibilità della domanda di trattamento privilegiato, decorra dalla manifestazione della malattia stessa ». Secondo il dispositivo della sentenza, in presenza di malattie in cui, fra la causa della patologia e la relativa manifestazione, intercorra un lungo e non preventivabile periodo di latenza in assenza di alcuna specifica sintomatologia, il dies a quo da cui far partire il termine quinquennale di decadenza per l'inoltro della domanda non deve essere individuato alla data della cessazione dal servizio ma bensì al momento della manifestazione della malattia. Per questo gli interessati al riconoscimento potranno beneficiare delle modifiche introdotte dalla sentenza come coloro che si sono visti respingere la richiesta potranno ripresentare l’istanza di pensione di privilegio, sempreché non siano decorsi i termini previsti dalla sentenza in oggetto (5 anni dalla manifestazione della malattia).

 

La sentenza della Corte Costituzionale

nella pagina “ sentenze”

                                                                  Ultimissima 08 Agosto 2009

La scorsa settimana sono state presentate due interrogazioni, come primi firmatari, dall’On.le Sesa Amici ( Atto Camera 5/01720 – 30 luglio 2009) e dal Sen. Felice Casson ( Atto Senato 4/01864 – 31 luglio 2009).

Nella prima l’On.le Amici chiede ai Ministri interessati di intervenire predisponendo un piano di risanamento ambientale per bonificare il territorio di Latina dall'amianto e tutelare la salute dei cittadini, di definire entro quali termini intendano intervenire al fine di emanare al più presto il regolamento sul fondo per le vittime dell'amianto, quali iniziative intendano intraprendere per sollecitare l'INAIL ad istruire le varie domande di rilascio di esposizione all'amianto;

Nella seconda il Senatore Casson chiede al  Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di fare chiarezza ed intervenire sollecitando l’Inail in merito alla situazione dei benefici previdenziali  degli esposti all’amianto  dei siti portuali, tra i quali quelli di Venezia, Chioggia, Trieste, Genova e Livorno e tutte le centrali geotermiche, tra cui quella di Larderello, già oggetto di atto di indirizzo del Ministro.

I testi completi dei due atti

nella pagina “ Interrogazioni “

 PROCESSO ETERNIT

Il 22 luglio si è tenuta l'udienza preliminare dell'inchiesta sui quasi tremila casi tra malati e morti d'amianto alla Eternit Italia. Il gup ha rinviato a giudizio per disastro doloso e rimozione volontaria di cautele il magnate svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Jean Loui De Cartier De Marchienne.

Il processo che inizierà a Torino il 10 dicembre p.v.  riguarda i casi di esposizione all'amianto subito dai lavoratori in quattro stabilimenti italiani dell'Eternit (Casale Monferrato, Cavagnolo nel Torinese, Ruviera in Emilia e Bagnoli in Campania).

Il processo certamente rappresenta per importanza e soggetti coinvolti il maggiore procedimento legale mai svolto su problemi collegati all’amianto. 

ETERNIT svizzera

 

SUVA e INAIL sottoscrivono l’accordo per l’individuazione degli emigranti italiani che hanno lavorato l’amianto nelle fabbriche svizzere e si dimenticano delle associazioni delle vittime ed esposti all’amianto che tanto hanno fatto per evidenziare questa tragedia e tanto potrebbero fare per l’individuazione di ulteriori casi essendo radicate nei vari territori nazionali.

Il nostro commento all’accordo pubblicato su:

www.swissinfo.ch/ita/prima_pagina.html?siteSect=109&ty=st&sid=10841339&front=br 

 

 Ultimissima

Amianto: Fondo per le vittime, Governo e INAIL Fuorilegge

 

Da oltre 18 mesi i famigliari delle vittime aspettano invano giustizia e le loro associazioni si mobilitano per chiedere il rispetto della legge.

 

Questa mattina 3 luglio 2009 le associazioni delle vittime e dei lavoratori esposti all’amianto (Contramianto e altri rischi –ONLUS , Associazione Italiana Esposti Amianto ,Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, Associazione Esposti Amianto Regione Friuli Venezia Giulia ,Associazione Vittime Amianto Nazionale Italiana, Osservatorio Nazionale Amianto ) assistite dall’ Avv. Ezio Bonanni del Foro di Roma hanno presentato un’Istanza al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al Ministro del Lavoro, Sen. Maurizio Sacconi e al Direttore generale dell’INAIL affinché provvedano secondo i rispettivi ruoli a rispettare le normative imposte dalla legge 244/07, entrata in vigore in data 28-12-2008,  con la costituzione di un FONDO per le VITTIME dell’AMIANTO e un primo stanziamento di 30 milioni di euro.

 

Invitiamo coloro che hanno subito patologie da amianto a richiedere all’INAIL il giusto riconoscimento avanzando domanda di accesso al FONDO VITTIME AMIANTO.

 

CONTRAMIANTO E ALTRI RISCHI ONLUS assisterà tutti, cittadini e lavoratori interessati che potranno avere maggiori informazioni e la modulistica contattando il 3288228177 scrivere alla e-mail contramianto@libero.it, al fax 0996903114, o all’indirizzo della Sede Nazionale di Taranto Via Nitti 2/A.

( Leggi tutta la notizia alla pagina fondovittimenews)

 

 

La notizia del 24 giugno 2009

IL TAR DEL LAZIO ACCOGLIE IL RICORSO DELLE ASSOCIAZIONE DEGLI ESPOSTI E VITTIME DELL’AMIANTO CONTRO IL MINISTERO DEL LAVORO MIGLIAIA DI LAVORATORI DEI 500 SITI OGGETTO DI ATTI DI INDIRIZZO POTRANNO OTTENERE LA RIVALUTAZIONE PREVIDENZIALE AMIANTO SINO ALL’ANNO 2003

( La notizia nella pagina Sentenzatarlazio)

 

Chi siamo, Cosa facciamo 

“ CONTRAMIANTO Associazione Esposti Amianto e ALTRI RISCHI - ONLUS “opera per il pieno rispetto e per la tutela dei diritti civili e dei diritti umani e per la tutela dell’ambiente con l’esclusiva finalità di solidarietà sociale si prefigge l’abolizione dell’amianto e degli agenti cancerogeni a cui non può essere attribuito un valore limite e la difesa degli effetti sulle persone e sull’ambiente dall’azione dei fattori di rischio per la salute.

 

  • L’Associazione promuove:

Ø      l’informazione scientifica rivolta a cittadini e lavoratori sui danni derivanti dall’azione dell’amianto, cancerogeni e fattori di rischio per la salute e l’ambiente;

Ø      la divulgazione delle azioni individuali e collettive per la difesa della salute e dell’ambiente di cittadini e lavoratori esposti all’amianto, cancerogeni o da altri fattori di rischio;

Ø      l’individuazione e la denuncia dei rischi prodotti dall’amianto, cancerogeni e altri fattori;

Ø      la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini e dei lavoratori dall’amianto, cancerogeni o da altri fattori di rischio.

 

·        L’Associazione sostiene:

Ø      i lavoratori e i cittadini che hanno subito danni a causa dell’amianto, cancerogeni o di altri fattori di ed i familiari di persone malate o decedute per causa di dette cause promuovendo anche indagini epidemiologiche e programmi di controllo sanitario per la prevenzione e cura.

Ø      I lavoratori che si prefiggono di debellare l’uso dell’amianto e di altri agenti cancerogeni da tutti i processi lavorativi.

Ø      I cittadini che subiscono gli effetti dell’esposizione all’amianto, cancerogeni o altri fattori di rischio per la salute.

 

  • L’Associazione si prefigge di portare beneficio alle persone accrescendo la salubrità dell’ambiente di vita e di lavoro e garantendo livelli di controllo sanitario e di cura secondo il diritto costituzionale di tutela della salute e uguaglianza tra i cittadini. In tale ambito si pone l’obiettivo:

 

Ø      di arrivare alla definizione, da parte degli organi competenti, di un quadro legislativo nazionale, europeo e internazionale che stabilisca in modo chiaro l’abolizione dell’amianto e degli agenti cancerogeni e definisca le strutture e gli strumenti di controllo e di bonifica garantendo la tutela dell’ambiente e la salute dei lavoratori e cittadini;

 

 

Ø      di promuovere e partecipare a convegni, congressi, seminari sul piano nazionale e internazionale in cui si faccia riferimento nell’ambito tecnico, epidemiologico, sanitario, della bonifica, della previdenza, ed in qualsiasi altro ambito, all’amianto, cancerogeni o altri fattori di rischio al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla tutela dell’ambiente e sul diritto alla salute di cittadini e lavoratori che subiscono gli effetti dannosi di tali agenti.

Ø      In tale ambito l’azione dell’Associazione si prefigge di portare beneficio alle persone accrescendo la salubrità dell’ambiente di vita e di lavoro e garantendo livelli di controllo sanitario e di cura secondo il diritto costituzionale di tutela della salute e uguaglianza tra i cittadini;

Ø      di intrattenere relazione con tutti quegli organismi istituzionali, scientifici e tecnici che studiano il problema dell’amianto, cancerogeni o di altri fattori di rischio;

Ø      di richiedere consulenze esterne di tecnici ed esperti.

 

 

Le attività proposte

 

“ CONTRAMIANTO Associazione Esposti Amianto e ALTRI RISCHI - ONLUS “affinché si possano concretizzare gli obiettivi di tutela individuati nei propri fini associativi. propone di svolgere prioritariamente le seguenti attività :

 

Organizzazione di un team di sostegno medico e legale per l’assistenza dei lavoratori e cittadini affetti da patologie conseguenti all’esposizione all’amianto o altri fattori di rischio per la salute per i quali è necessario definire il quadro sanitario ed indicare in tale ambito le prime opportune azioni da intraprendere anche per le successive azioni di tutela della salute, previdenziale, assicurativa e risarcitoria. Tale sostegno va esteso ai familiari sia per la tutela della salute, per le implicazioni di tipo psicologico , sia per la tutela legale.

 

Sportello di informazione rivolto a cittadini e lavoratori che possa fornire risposte e materiale in ordine ai rischi derivanti dall’esposizione amianto e altri fattori di rischio per la salute e sulle corrette procedure da intraprendere per la tutela delle persone e dell’ambiente.

 

Organizzazione di Convegni per la diffusione delle informazioni scientifiche inerenti l’amianto e gli altri fattori di rischio per la salute rivolte a cittadini e lavoratori.

 

Organizzazione di attività formativa e informativa mediante corsi e seminari specifici su amianto e altri fattori di rischio e sulle implicazioni su salute ed ambiente con l’ausilio di docenti qualificati rivolto sia al mondo del lavoro che a studenti o semplici cittadini. Per tale attività ci proponiamo di avviare una collaborazione con Aziende, Enti ed Istituzioni con particolare riguardo alle Università al fine di coinvolgere il mondo accademico e studentesco.

 

Organizzazione di un incontro annuale che serva per la diffusione dei principi statutari e per la raccolta di fondi necessari al sostegno delle attività.

 

 

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                         

  

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  attraverso un confronto con gli organi istituzionali.

 

 

AMIANTO IN LOMBARDIA

UN CONSIGLIO DESERTO

TUTTI IN VACANZA 7 GIORNI

PRIMA DI NATALE

ARCHIVIO VIDEO DELLE SEDUTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
CONSIGLIO 01 DEL 18-12-2009

http://www.mediatecaconsiglio.lombardia.it/mediafiles/view/624/2

 

 

Domani 25 gennaio si terrà la seconda udienza del processo contro i padroni dell’Eternit il miliardario svizzero Stephen Schmideiny e il barone belga Jean Marie De Cartier accusati di disastro doloso e rimozione volontaria di cautele.

Ma sul banco degli imputati è stato chiamato anche lo Stato Italiano, che dovrà rispondere dell’accusa di non aver adottato i provvedimenti necessari a garantire i principi costituzionali e le specifiche direttive CEE in materia di amianto per la tutela della salute di lavoratori e cittadini.

La decisione dei giudici di accogliere tale richiesta è stata determinata dall’azione di CONTRAMIANTO e delle altre associazioni delle vittime e degli esposti che già lo scorso anno erano ricorse alla Comunità europea  affinchè lo Stato italiano fosse condannato per non aver tutelato adeguatamente, secondo quanto previsto dalle leggi comunitarie, la salute di lavoratori e cittadini esposti all’amianto.

Il processo italiano, per molti versi emblematico per il numero delle parti interessate, non è unico nel panorama internazionale contro Eternit essendo  molte le inchieste aperte e i processi in corso che si tengono anche in Francia, Belgio, Svizzera e Germania.

Il procedimento giudiziario riguarda gli stabilimenti  Eternit – SACA di Cavagnolo, Eternit di Casale Monferrato, ICAR di Rubiera, Eternit di Bagnoli. Al momento circa 2500 le vittime dell’amianto delle fabbriche Eternit e delle ditte collegate, lavoratori e cittadini, una lunga lista di persone in carne ed ossa, tragedie familiari consumate senza colpe nella assoluta inconsapevolezza.

Imminente è l’apertura di un secondo processo contro Eternit per tutti i casi di morti e ammalati che si sono determinati dopo il 2005, mentre CONTRAMIANTO ripropone la questione Eternit svizzera e gli emigranti italiani di Niederurnen.

Nel 2003 CONTRAMIANTO come associazione esposti aveva scritto al Procuratore Guariniello di Torino inviando la descrizione delle attività svolte dai nostri emigranti nella fabbrica Eternit Svizzera di Niederurnen ed allegando una trentina di casi concreti con relative patologie amianto correlate, i casi riguardavano tutti lavoratori pugliesi di Terra di Leuca.

Oggi il processo eternit rende necessario occuparsi anche di questi lavoratori.

Lo scorso mese la figlia di I.C. assistita da CONTRAMIANTO ha presentato atto di denuncia-querela alla Procura di Roma e Torino per la morte del padre lavoratore presso la fabbrica eternit di Niederurnen deceduto per Mesotelioma pleurico, il cancro di certezza dell’amianto.

Riteniamo che anche per queste vittime si deve fare giustizia.

Intanto è stato chiesto che i due indagati, Schmideiny e Jean Marie De Cartier, siano estradati e sottoposti alla giustizia italiana non nella posizione di forza di miliardari, tra i più ricchi del mondo, bensì da comuni cittadini con gli stessi diritti e doveri, imputati con richiesta di misure cautelari in carcere e sequestro dei beni.

Ai giudici e ai tribunali la decisione della colpevolezza o dell’innocenza secondo Legge alle coscienze il perenne rimorso per le vittime e per quello che si poteva e doveva fare per salvarle e non si è fatto.

 

 

ARCHIVIO 16 GENNAIO 2010

MOBILITIAMOCI INIZIATIVE AMIANTO a Roma il 18 gennaio 2010
 

 

ETERNIT IL PROCESSO

23 Gennaio SECONDA UDIENZA

Sul banco degli imputati con i padroni della Eternit Schmideiny e De Cartier è chiamato anche lo STATO ITALIANO – Giustizia per i lavoratori emigranti italiani della ETERNIT SVIZZERA di Niederurnen, presentata la denuncia-querela alla Procura di Roma e Torino

Quale giustizia per le vittime dell’amianto.

 

 

Amianto e navi ex USA : primo risarcimento americano per il decesso di un dipendente civile Marina Militare

 

Sarà risarcita la famiglia di R.M. operaio civile dell’Arsenale marina militare di Taranto deceduto per mesotelioma pleurico esposto per molti anni all’amianto lavorando a bordo delle navi ex USA vendute alla Marina Militare Italiana.

Dopo i marinai quindi si apre con questo primo caso la possibilità di risarcimento negli Stati Uniti per tutti i dipendenti civili del Ministero Difesa che hanno lavorato a bordo delle navi americane respirando amianto e contraendo patologie asbesto correlate. L’associazione Contramianto e altri rischi onlus che ha seguito il lavoratore e poi i familiari ha creduto sin dall’inizio nella richiesta di risarcimento statunitense affidandosi all’esperienza dell’Avv. Mitchell Cohen di Philadelphia e dello Studio Ceriani di Milano con l’Avv.ssa Sabrina Magni, uno staff vincente che sulla base dell’ampia documentazione lavorativa e sanitaria raccolta da Contramianto hanno validamente sostenuto negli Stati Uniti la richiesta del danno subito. Un successo quello dell’Avv. Mitchell Cohen che va ad aggiungersi ai tanti altri risarcimenti ottenuti per i marinai italiani negli Stati Uniti.

La storia di R.M. è identica a tante altre vicende che purtroppo l’amianto ha determinato nelle vite delle famiglie. Una vita spesa come operaio civile del Ministero Difesa lavorando nell’Arsenale di Taranto a bordo delle navi molte ex USA, in luoghi stretti dove l’aria e le fibre di amianto stazionavano, lavorando senza protezioni e nella più totale ignoranza di quello che accadeva giorno dopo giorno, fianco a fianco con chi manipolava amianto senza divisioni tutti insieme. L’amianto killer e le fibre uncinate si sono impossessati dei suoi polmoni e la malattia latente si è manifestata decenni dopo.

La diagnosi non lasciava scampo: mesotelioma pleurico, il tumore di certezza dell’amianto.

Decine e decine i casi seguiti da Contramianto onlus, civili e militari,  almeno trenta i decessi per mesotelioma di operai dell’Arsenale di Taranto e altrettanti per tumore da amianto, centinaia i casi di asbestosi, ispessimenti placche pleuriche. Taranto e il suo Arsenale rappresentano lo specchio di una tragedia nazionale rimasta per troppi anni nascosta una questione che Contramianto sta combattendo quotidianamente innanzitutto sul piano della salute partendo dalla sorveglianza sanitaria gratuita per gli esposti all’amianto e assistendo ammalati e famiglia anche attraverso un adeguato supporto psicologico.

Certo è che le esposizioni all’amianto non riguardano unicamente l’Arsenale di Taranto essendo numerosissime le navi americane vendute all’Italia nel dopoguerra e successivamente cantierizzate anche negli Arsenali di Brindisi, La Spezia, Augusta o navi USA sulle quali sono state eseguite riparazioni nella base di Napoli. Contramianto sta raccogliendo dati e testimonianze assistendo al risarcimento lavoratori e familiari. L’Avvocato Mitchell Cohen cha aveva partecipato con l’avv. Claudio Ceriani e  l’avv. Sabrina Magni nell’aprile 2009 al Convegno su amianto e giustizia di Taranto aveva già in quella occasione illustrato la vasta problematica risarcitoria americana dove le industrie navali di produzione di imbarcazioni, apparati o parti contenenti amianto  stanno indennizzando anche cittadini stranieri che hanno subito danni alla salute da patologie amianto correlate in particolare patologie maligne quali cancro ai polmoni, mesotelioma pleurico, tumore gastro-intestinale, tumore allo stomaco, al colon e patologie non maligne: asbestosi, ispessimenti ,placche pleuriche.

Riteniamo utile dare massimo risalto alla vicenda anche in relazione ai tempi relativamente brevi della fase risarcitoria che permettono una rapida conclusione dei procedimenti e alle spese legali da corrispondere solo in caso di vittoria.

Ulteriori informazioni possono essere richieste direttamente a contramianto@libero.it al cell. 3288228177 o visitando la pagina del nostro BLOG www.contramianto.bloggatore.com alla pagina NAVI EX USA COSA FARE .


Luciano Carleo

Presidente
CONTRAMIANTO E ALTRI RISCHI ONLUS
VA NITTI 2A  74123 TARANTO
cell. 3288228177 fax 0996903114 E-mail
contramianto@libero.it

WEB www.contramianto.beepworld.it

BLOG www.contramianto.bloggatore.com

 

 

Rassegna Volontariato e Solidarietà Taranto

 

 

9 e 10 ottobre 2010

 

Piazza Maria Immacolata

 

 

Contramianto e altri rischi onlus partecipa per il terzo anno consecutivo alla Rassegna Volontariato e Solidarietà di Taranto. La Manifestazione arrivata alla sesta edizione si terrà dal 9 al 10 ottobre 2010 a Piazza Maria Immacolata. Contramianto sarà presente con i propri volontari allo stand n. 41 , di fronte al palco. Partecipate numerosi.

I dettagli del programma sul sito del CSV Taranto all’indirizzo: http://www.csvtaranto.org/csv/articles/art_649.html   

 

 

EX MONGOLFIERA DI TARANTO AMIANTO SUL TETTO

 

CONTRAMIANTO E ALTRI RISCHI ONLUS aveva segnalato il 13 febbraio 2010 la possibile presenza di amianto sulle coperture della ex Mongolfiera di Taranto richiedendo contestualmente la verifica della presenza del cancerogeno e la messa in sicurezza dell’area. A fine agosto, successivamente alle risposte date dall’ASL e pervenuteci da ARPA e proprietario dell’immobile avevamo ribadito la nostra richiesta di adeguate e concrete azioni di tutela. L’intervento della Guardia di Finanza dei giorni scorsi con il sequestro dell’intera zona e la constatazione che la copertura è costituita da pannelli di eternit con presenza di amianto sino al 20% in gran parte danneggiati e degradati conferma i nostri dubbi che sono diventate certezze.

L’indagine MIVIS in Puglia con il telerilevamento dall’alto delle aree regionali ha evidenziato con certezza la presenza di coperture in amianto anche nella nostra provincia e tra queste risultano censite quelle di estensione superiore ai 200 metri quadri e quelle superiori ai 500 metri quadri, ma al censimento non sono seguiti interventi di bonifica amianto e messa in sicurezza delle coperture.

Rimane purtroppo inascoltato il nostro appello alle istituzioni ad intervenire con un programma per eliminare gradualmente ma significativamente l’amianto dal territorio promuovendo azioni di sostegno alla popolazione e alle aziende.

La situazione va sempre più aggravandosi e la gran parte dei manufatti in cemento amianto continuano a disgregarsi con l’inevitabile rilascio delle pericolose fibre cancerogene di amianto ed aumentano gli abbandoni di ondulati in eterni, il cemento-amianto, in campagna e lungo le strade.

Come più volte sottolineato da CONTRAMIANTO uno studio sulle dispersioni di amianto dalle coperture “Eternit” ha messo in evidenza che ogni metro quadrato di lastre rilascia ogni anno mediamente 3 grammi di amianto un dato insignificante se valutato singolarmente ma impressionante se moltiplicato per le centinaia di migliaia di metri quadri di cemento amianto presente sui tetti, centinaia di chili di amianto che si vanno a disperdere nell’aria ogni anno un quantitativo enorme se si tiene conto che un centimetro lineare di amianto contiene 335.000 fibre di amianto.

Milioni di fibre di amianto giornalmente disperse nell’aria in attesa di essere inalate senza distinzione che costituiscono certamente un fattore sinergico con gli altri inquinanti in un territorio quale quello tarantino  a forte rischio tumorale.

Riteniamo che sul tema amianto e sulla necessità di interventi gli organi preposti a cominciare da Comune e Provincia debbano confrontarsi e per questo che CONTRAMIANTO E ALTRI RISCHI ONLUS invita pubblicamente le istituzioni a non rimanere  immobili e ad aprire un confronto aperto su Questione Amianto e Territorio.  

VEDI IL PRECEDENTE ARTICOLO SU www.contramianto.bloggatore.com

http://contramianto.bloggatore.com/note/6503/dalle-istituzioni-nessuna-risposta-sulle-coperture.html

 

 

FIRMA LA PETIZIONE CONTRO APERTURA MINIERA AMIANTO IN CANADA

Sembra assurdo ma ancora oggi in molte parti del mondo si continua ad estrarre amianto e a contaminare con la polvere cancerogena le popolazioni. In Canada ancora oggi accade tutto questo fermiamo l`apertura di una nuova miniera. Un Consorzio chiede al Governo Canadese 58 milioni di dollari per riaprire una cava di amianto FERMIAMOLI

FIRMA LA PETIZIONE CONTRO APERTURA MINIERA AMIANTO IN CANADA CLICCA SU http://www.PetitionOnline.com/a5b35t0s/

 

GRAZIE

 

Luciano Carleo

Presidente Contramianto e altri rischi onlus

Via Nitti 2A - 74123 Taranto

tel. 0999942604 Fax 0999641131 cell.3288228177

e-mail contramianto@lbero.it

blog www.contramianto.strillo.eu

 

 

 

 

 

 

Ancora un risarcimento americano a favore di un operaio civile dell’Arsenale di Taranto che aveva contratto una malattia causata dall'esposizione all'amianto per aver lavorato sul naviglio venduto dagli USA alla marina militare italiana . Questo è il quarto riconoscimento ottenuto grazie a Contramianto e altri rischi onlus da febbraio dello scorso anno ad oggi per un importo complessivo di oltre trecentomila dollari. Una battaglia legale vincente condotta negli USA, patrocinata da Luciano CARLEO  e Ignazio BARBUTO, cofondatori dell'associazione CONTRAMIANTO e condotta dall’Avvocato Mitchell’s Cohen di Philadelpia e dall’Avv. Sabrina Magni dello Studio Ceriani di Milano.

Alla vedova di U.R. andrà un risarcimento che va oltre il valore dei soldi in quanto prevale l'aspetto della giustizia finalmente riconosciuta poiché le sentenze sanciscono che con l'esposizione  all’amianto presente a tonnellate sulle navi USA vendute nel dopoguerra alla Marina Militare Italiana, (causa di decessi e malattie per patologie asbesto correlate), è stato violato il diritto alla salute dei lavoratori.

A quarant’anni di distanza il conto da saldare è davvero salato per chi ignaro delle conseguenze dopo una vita di lavoro e sacrificio è stato ripagato con la malattia.

Contramianto ha ricostruito con i famigliari le carriere lavorative e le conseguenze sulla salute verificando ed accertando la correlazione tra lavoro ed amianto, un'attività preliminare necessaria per ottenere il risarcimento americano che l'associazione è stata in grado di compiere grazie alla propria esperienza di oltre un decennio nel settore ed alle centinaia di analisi/atti/piani di bonifica/referti  acquisiti nel corso degli anni.

Contramianto registra costantemente nuovi casi di patologie asbesto-correlate in lavoratori della marina militare ed operai degli Arsenali militari di Taranto , Brindisi, La Spezia, Augusta, Ancona.

Nel solo Arsenale Marina Militare di Taranto Contramianto ha conoscenza di oltre 200 casi, di cui 35 casi di mesotelioma e altrettanti tumori da amianto, 130 casi di asbestosi ispessimenti pleurici, broncopatie, placche.

Particolarmente significativi i casi di mesotelioma nelle attività di cantieristica navale e marina militare in Liguria, Puglia e Friuli Venezia Giulia. Città marinare quali La Spezia, Taranto e Monfalcone registrano picchi di patologie amianto correlate legate alle manutenzioni e costruzioni navali.

Il tumore dell’amianto si manifesta generalmente dopo più di 40 anni dalla prima esposizione. Le attività di cantieristica navale e marina militare registrano esposizioni all’amianto risalenti al 1949, ma non si possono escludere casi più lontani nel tempo.

Navi e amianto sono un legame noto per le ottime qualità di coibentazione dell’amianto e per la necessità del naviglio militare di avere difesa dal fuoco e dal calore. L’amianto però purtroppo ha anche proprietà  cancerogene e ciò era noto sin dagli anni 40, lo IARC lo considera cancerogeno di classe 1 , sicuramente cancerogeno per l’uomo.

Dal  Terzo Rapporto del Registro Nazionale Mesotelioma del 2010 risultano nel periodo 1993-2004 per tutto il territorio nazionale 844 casi di mesotelioma in militari e lavoratori di cantieristica navale e della Difesa, 9166 casi di mesotelioma maligno  in archivio sino a gennaio 2009 per tutte le attività lavorative.

Le conseguenze delle esposizioni alle fibre cancerogene sono sotto gli occhi di tutti. Oggi in Italia sono indennizzati dall’Inail 550/600 casi all’anno di “neoplasie causate dall’amianto” un valore certamente esiguo rispetto alla casistica dei mancati riconoscimenti o di quelli sconosciuti od ancora non richiesti.

Alla luce di queste ingiustizie continua l’impegno di Contramianto e altri rischi onlus attraverso un programma di informazione alla popolazione e di sensibilizzazione per una corretta attività di controllo sanitario per i lavoratori esposti all’amianto.

 

Luciano CARLEO

Presidente

Contramianto e altri rischi onlus

 

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EX ESPOSTI AMIANTO LA REGIONE PUGLIA NON MANTIENE LE PROMESSE PER LA MEDICINA DEL LAVORO DI BARI

 

Continua la mobilitazione delle associazioni degli esposti e vittime dell`amianto a difesa delle funzioni della Medicina del Lavoro del Policlinico di Bari per la tutela degli ex esposti all`amianto.
Nessun impegno mantenuto dalla Regione Puglia malgrado le rassicurazioni date dall`Assessore Fiore a settembre 2010.
Ma non demordiamo e abbiamo risollecitato gli organi istituzionali regionali ad intervenire concretamente sulla questione.
Di seguito la lettera inviata da Contramianto e altri rischi onlus, Associazione familiari vittime amianto e Comitato Fibronit.

Al Preg.mo Presidente Regione Puglia On.le Nichi Vendola

Al Preg.mo Assessore Sanità Regione Puglia Prof. Tommaso Fiore

Oggetto: MEDICINA DEL LAVORO DEL POLICLINICO DI BARI EX ESPOSTI ALL’AMIANTO.

 

Le scriventi associazioni degli esposti , Contramianto, Comitato Fibronit e familiari vittime amianto sollecitano nuovamente la Regione Puglia affinché mantenga gli impegni presi per la Medicina del Lavoro Ospedaliera del Policlinico di Bari e gli ex esposti all’amianto.
Ancora oggi rimane aperta la questione della struttura sanitaria barese soffocata dall’assenza di fondi e dalla mancanza di certezze determinate dal piano di riordino ospedaliero. Le prestazioni dell’ambulatorio degli ex esposti all’amianto è a serio rischio per la mancata assegnazione dei fondi dedicati previsti dal precedente DIEF che non consente l’adeguamento di apparecchiature ormai obsolete, l’assegnazione di una borsa di studio ad un giovane medico specialista e la prosecuzione delle ricerche sui nuovi marcatori tumorali per mesotelioma. Tutto questo nella più totale incertezza sul mantenimento delle attività di controllo e tutela degli ex-esposti all’amianto, una situazione davvero difficile alla quale bisognerebbe dare risposte concrete. Eppure dall’incontro avuto il 21 settembre 2010 con l’Assessore Fiore erano stati chiari gli impegni in termini di mantenimento delle funzioni e di finanziamento anche in relazione al progetto sugli ex esposti all’amianto, così come chiaro era l’impegno a conservare la funzione della Medicina del Lavoro mantenendo unito il gruppo che ora lavora in reparto, preservandone così le professionalità acquisite anche prevedendo l’inserimento della nuova struttura in un Dipartimento Assistenziale di Medicina.
Si naviga a vista e per ora le promesse della Regione sono promesse da marinaio e la soluzione è in alto mare. Gli esposti all’amianto avrebbero bisogno di strutture adeguate e di una sorveglianza sanitaria puntuale in un contesto di tutela della salute costituzionalmente garantita secondo quelle che sono le migliori e più aggiornate risposte scientifiche e certamente la Medicina del Lavoro del Policlinico di Bari potrebbe soddisfare tali obiettivi se solo si volesse concretamente investire rafforzandone l’attuale impianto. Chiediamo rassicurazioni per questi lavoratori e cittadini, che in Puglia sono migliaia, affinché non siano vittime due volte, prima per le incaute esposizioni all’amianto subite nei luoghi di lavoro e negli ambienti contaminati, oggi vittime delle istituzioni che non garantiscono loro una adeguata sorveglianza sanitaria.

 

Bari lì 05 febbraio 2011

 

Luciano Carleo ( Contramianto e altri rischi onlus – Taranto)

Nicola Brescia (Comitato Cittadino Fibronit - Bari )

Lillo Mendola (Associazione Familiari Vittime Amianto – Bari)

 

AMIANTO E NAVI USA RISARCITI DALLE AZIENDE AMERICANE LAVORATORI MARINA MILITARE  DELL'ARSENALE ESPOSTI ALL'AMIANTO “Ad oggi oltre trecentomila dollari”


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