Amianto in Europa

«L'AMIANTO POTRÀ UCCIDERE ANCORA »

Da Voci Fogli d’informazione Contramianto del 28 maggio 2009

 

La Direttiva 1999/77/CE proibisce l’utilizzo dell’amianto nell’Unione Europea a partire dal 1 gennaio 2005. Essa però prevede una deroga (che è stata motivata dal gruppo di lavoro della CE “per ragioni tecniche ed economiche”) che riguarda gli impianti che utilizzano cellule d’elettrolisi (si tratta di un processo industriale utilizzato nell’industria del cloro che ricorre a diagrammi contenenti amianto crisotilo). L’esenzione avrebbe dovuto cessare a partire dal 1 gennaio 2008. 

MA NON E’ STATO COSI’ !

Da un lato il gruppo di lavoro della Commissione ha continuato a sostenere che persistono queste ragioni tecniche ed economiche,  dall’altro queste stesse ragioni sono state smentite dall’Istituto sindacale europeo. In Europa vi sono tre impianti industriali  (due in Germania, uno in Polonia) che usano ancora questi diaframmi che contengono circa 300 tonnellate di amianto: danno occupazione a 10.000 persone e la riconversione sembra essere troppo costosa…

Secondo la Confederazione Europea dei sindacati invece, la deroga avrebbe dovuto cessare poiché esistono comprovate tecnologie sostitutive.

Di fatto, il principale oppositore è la società americana Dow Chemicals che, nelle fabbriche situate negli Stati Uniti, non ha ancora attuato la transizione a membrane senza amianto.

Ancora una volta la pressione esercitata dai produttori, nella sostanza, ha avuto maggiore peso delle ragioni di  tutela della salute.

Il 7 maggio è stata votata una Risoluzione da parte del Parlamento Europeo sul progetto di regolamento della Commissione su REACH (regolamento circa la registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche) relativamente all’allegato XVII.

Da notare che la legislazione comunitaria disciplina solo sei minerali di amianto (crocidolite, amosite, antofillite, tremolite, crisotilo) ma non ancora altri minerali asbestiformi, altrettanto cancerogeni e che in natura gli amianti sono ben 400 !!!

Inoltre, sono ancora molte e differenti le eccezioni al divieto dell’utilizzo di amianto nei paesi europei ed è necessario, a fronte dell’aumentare dei decessi per malattie asbesto correlate, uniformare tale divieto in tutta l’UE a tutela della salute di lavoratori e cittadini.

La risoluzione politica del PE non è stata chiaramente contraria all’atteggiamento della Commissione Europea nonostante contenga alcune sollecitazioni significative grazie ai parlamentari che si sono sempre impegnati su questa questione. Da qui,

LE ASSOCIAZIONI VITTIME ED ESPOSTI AMIANTO DI TUTTA EUROPA RIVOLGONO UN APPELLO A TUTTI I CANDIDATI AL PARLAMENTO EUROPEO A TUTTI I PARTITI POLITICI DI RIFERIMENTO PER: 1) stabilire il divieto generalizzato contro l’amianto in tutto il mondo e richiedere l’istituzione di un coordinamento delle politiche europee per superare le contraddizioni tra le differenti direzioni generali della stessa Commissione europea per giungere, ad esempio, all’elaborazione di un rapporto globale sull’amianto nell’UE; 2) mettere a punto una strategia tesa a vietare tutti i tipi di amianto e le forme di utilizzo delle fibre di amianto; 3) iscrivere nei programmi politici la questione amianto e dichiarare pubblicamente questo preciso impegno se eletti. 

 

 

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