La Coperativa Vapordotti quando l'amianto diventa musica

La Coperativa Vapordotti  una storia e un progetto per una canzone particolare

di Marco Chiavistrelli  

La canzone La cooperativa Vapordotti nasce dall’incontro tra Marco Chiavistrelli autore di canzoni già dagli anni 70 (vedi notizie su google) e Franco Berti, anziano pensionato malato di asbestosi. Anche Chiavistrelli ex operaio ha una piccola patologia asbesto correlata.  La storia, vera e drammatica, la racconta Berti, ed è quella di una piccola cooperativa degli anni 60-70, che svolgeva lavori di coibentazione-scoibentazione con amianto alla grande industria elettrochimica di Larderello (geotermia) dove ogni cosa calda che portasse il vapore endogeno, dalle centrali elettriche al riscaldamento urbano alle lavorazioni chimiche, veniva fasciato ricoperto (poi ricambiato sostituito riparato ecc..) con amianto almeno fino agli anni 90. La piccola cooperativa svolgeva il lavoro più infame, con la tremenda fibretta (amianto polverizzato che stuccava le più grosse fasce di amianto ). Verso la fine degli anni 80 iniziarono le morti silenziose e nel disinteresse generale, tutte per mesotelioma pleurico, la malattia inesorabile, unica, dell’amianto. Ognuno restò solo e dimenticato. Pian piano si giunse al 2007 dove i sopravvissuti erano tre e i morti 17 (su 20!). Intanto una lunga estenuante lotta per il riconoscimento dei pericoli dei rischi dei diritti dei benefici previdenziali da esposizione e malattia, per la bonifica delle tubazioni e la rimozione delle migliaia (!) di tonnellate di amianto sparso a terra da ex coibentazioni e tubiere demolite selvaggiamente (centinaia di siti con amianto a terra  in boschi campi paesi scuole presso ambulatori..) aveva portato alla formazione di un Comitato dove erano confluiti i lavoratori più sensibili al problema, spesso delusi dai risultati opachi e scarsi del sindacato e della politica ufficiale. All’atto costitutivo del comitato svoltosi quasi simbolicamente presso un ex-sito (area verde!!) con amianto a terra si presentò “questo omino” piccolo e anziano che nel gelo generale raccontò per la prima volta la storia della cooperativa vapordotti, della cooperativa estinta. La sua rabbia era tanta ma trovò nonostante la malattia e le sconfitte, per avere un briciolo di giustizia, parole di commozione e speranza. Marco Chiavistrelli compose dalla storia mai saputa mai sanzionata nella comunità dell’Alta val di Cecina (non più di 5000 persone) mai vista da partiti chiese istituzioni ! una canzone, semplice e chiara come era la storia narrata: entusiasmo giovanile tradimenti industriali ignavia generale forza della vita e disperazione della morte. Temi eterni che attraversano la storia dell’uomo ancora desiderosa di giustizia e riconoscenza verso chi lavora e si impegna in un mondo spesso parassitario e indolente ma rapace.

La canzone fu cantata con altri amici musicisti del comitato a tutti gli incontri, le assemblee operaie, gli scontri con le istituzioni, i convegni sull’amianto, anche fuori dalla Toscana (ad esempio a Latina), alle presentazioni di libri; finì su molta stampa grazie ad alcune coraggiose giornaliste, divenne una specie di atto di accusa contro Enel industrie istituzioni che avevano rallentato le informazioni sui pericoli da amianto e applicato le leggi italiane già tardive di decenni con altro colpevole ritardo, solo e male alla fine degli anni 90 per il lavoro attivo e con immensi danni ambientali per quanto riguarda le bonifiche, tuttora malgestite e contraddittorie. Intanto la zona geotermica  si scopriva a rischio con tassi di malattie da asbesto decine di volte superiori alla media  e il 26% dei lavoratori esposti e monitorati rivelavano fenomeni patologici asbesto correlati. Grazie alla lotta del comitato,  contro la falsificazione dei curricola e all’appoggio legale dell’avvocato Bonanni,  200 lavoratori si son visti riconosciuti diritti a prepensionamenti. Purtroppo nell’agosto 2008 decedeva uno dei tre sopravvissuti della cooperativa vapordotti, sempre per mesotelioma pleurico.

Adesso si è deciso di fare un CD che facesse conoscere la canzone –che comunque è già risuonata anche  a Roma davanti al senato al ministero del lavoro e alla stazione di Monte verde in assemblee convegni e  sit in-  un brano in un certo senso scritta dal popolo per il popolo, dalla storia per la storia. Difficilmente si sentono canzoni scritte da operai su storie di operai, veri almeno: bene, questa vi assicuriamo ha il sangue e l’anima dei lavoratori e dei malati addosso, in tutti i sensi, fisici e morali. E forse merita una chance in un mondo della canzone dispotico e arrogante soggiacente a costumi e mode superficiali e commerciali molto indotte da case discografiche e mentalità dominanti.   La Cooperativa vapordotti, la canzone dei dimenticati, oggi una canzone da combattimento.
Marco Chiavistrelli

 

e mail  marco.chiavistrelli@alice.it 

 

 

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