Interrogazioni Parlamentari

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01720

presentata da

Onorevole SESA AMICI (Primo Firmatario)
giovedì 30 luglio 2009, seduta n.212


Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.

- Per sapere - premesso che:

il territorio della Provincia di Latina è tra i più colpiti in termini di patologie asbesto-correlate, in quanto l'agro pontino, negli anni 50-60, ha visto lo sviluppo di attività industriali, in vari settori, anche quello della cantieristica navale, della produzione di gomme, di cemento amianto ed altre attività, tra cui quelle metalmeccaniche e chimico-farmaceutiche, dove più massiccio si è rivelato l'uso di amianto, in matrice compatta e friabile;

molti di questi siti in provincia di Latina sono ora dismessi e le multinazionali tra cui la Goodyear Italia di Cisterna, che avevano impiantato i loro stabilimenti in quel territorio hanno lasciato sul terreno una lunga scia di morti: oltre 150 operai sono deceduti per patologie tumurali legate all'uso dell'amianto e di altre sostanze cancerogene;

molte sono anche le donne che hanno lavorato nelle fabbriche e nei cantieri navali tra i quali quelli Posillipo di Sabaudia e Canados di Ostia esposte all'amianto, ma a differenza dei colleghi uomini, per quest'ultima viene ancora negato il riconoscimento ai benefici pensionistici per lavoro svolto con esposizione all'amianto, anche in sede giudiziaria, dove sono pendenti le fasi di gravame, con tempi processuali che vanno oltre la ragionevole durata;

nella scorsa legislatura è stata approvata la costituzione di un fondo per le vittime dell'amianto, articolo 1, commi 241-246, legge n. 244 del 2007 (Legge finanziaria per il 2008), in favore di tutte le vittime che hanno contratto patologie asbesto-correlate per esposizione all'amianto e alla fibra «fiberfrax» e, in caso di premorte, in favore degli eredi;

l'articolo 11, comma 246 rimanda ad un decreto del Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, l'emanazione di un regolamento per la definizione delle procedure e le modalità di erogazione del Fondo di cui sopra, da adottarsi entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge medesima;

il predetto termine e oramai scaduto da oltre 15 mesi, senza che il Governo abbia provveduto ad empiere obbligo di legge, nonostante la valenza sociale che questo atto rappresenta per il Paese;

le associazioni delle vittime dell'amianto hanno già iniziato l'azione legale ed hanno posto in mora il Governo e ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell'Uomo, con procedura già pendente;

tenuto conto della recente pronuncia del TAR del Lazio (Sentenza n. 5750/09 del 23 aprile 2009) che ha accolto il ricorso di alcuni lavoratori e delle associazioni i lavoratori esposti e vittime dell'amianto, e che ha annullato parzialmente il decreto ministeriale del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 12 marzo 2008 e la successiva nota INAIL - Direzione Centrale prestazioni - Ufficio III n. 60002 del 19 maggio 2008, che limitavano il conferimento dei benefici contributivi ex articolo 13 comma 8, legge n. 247 del 2007, ai lavoratori di soli 15 siti dei 500 considerati maggiormente a rischio e per i quali la legge riconosce tale opportunità;

nonostante la sopracitata sentenza, l'INAIL continua a rifiutare di rilasciare le certificazioni attestanti l'esposizione qualificata all'amianto indispensabili per l'erogazione della prestazione -:

quale piano di risanamento ambientale intendano predisporre per bonificare il territorio dall'amianto e tutelare la salute dei cittadini, per i resti dello stabilimento Goodyear Italia di Cisterna e in altri siti della provincia di Latina dove è ancora presente l'amianto;

entro quali termini intendano intervenire al fine di emanare al più presto il regolamento sul fondo per le vittime dell'amianto, così come disposto dall'articolo 1, commi 241-246, della legge finanziaria per il 2008;

quali iniziative intendano intraprendere per sollecitare l'INAIL ad istruire le varie domande di rilascio di esposizione all'amianto, indispensabili per l'erogazione della prestazione, che giacciono da anni, senza risposta e quali misure intendano adottare per sostenere le vedove e le lavoratrici donne in particolare, pesantemente discriminate.(5-01720)


 

Interrogazione Legislatura 16 Atto n° 4-01864


31 luglio 2009
Seduta n. 249
Presentata da Senatore Felice CASSON (Primo firmatario) Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali.

Premesso che:

con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale del 12 marzo 2008 (art. 1, lettera b)), e successivamente con atto INAIL, Direzione centrale prestazioni Ufficio III n. 60002 del 19 maggio 2008, veniva limitato l’ambito di operatività della norma di cui all’art. 1, commi 20, 21 e 22, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, ad alcuni reparti di 15 dei 500 siti, per i quali era intervenuto l’atto di indirizzo del Ministro del lavoro che riconosceva la loro qualificata esposizione a polveri e fibre di amianto, ai fini di conferire il beneficio contributivo di cui all'articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, e successive modificazioni, utile ai fini dell’anticipata maturazione del diritto, con il coefficiente del 50 per cento dell’intero periodo di esposizione fino all’inizio delle bonifiche e comunque non oltre il 2 ottobre 2003;

tutti i siti portuali, tra i quali quelli di Venezia, Chioggia, Trieste, Genova e Livorno e tutte le centrali geotermiche, tra cui quella di Larderello, già oggetto di atto di indirizzo del Ministro, pur essendo ricompresi nella norma di cui all’art. 1, commi 20, 21 e 22, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, ne venivano esclusi ed i diritti soggettivi a copertura costituzionale già facenti parte del patrimonio dei lavoratori venivano disattesi, ingiustamente ed ingiustificatamente, per di più senza alcun ragionevole espresso motivo che potesse giustificare un intervento governativo, su un diritto soggettivo attribuito ai lavoratori interessati dal Parlamento;

le associazioni dei lavoratori esposti e vittime dell’amianto e singoli lavoratori hanno presentato ricorso al TAR del Lazio, accolto in data 23 aprile 2009, con deposito della sentenza n. 5750/09, in data 18 giugno 2009, con la seguente precisazione nel dictum: «il ricorso va pertanto accolto e per l’effetto va annullato nel decreto ministeriale del Ministero del lavoro e della Previdenza Sociale e del Ministero dell’Economia e Finanze in data 12 marzo 2008 ed in particolare nell’art. 1, lett. b) l’espressione "nei reparti indicati nei predetti atti di indirizzo limitatamente ai reparti od aree produttive per i quali i medesimi atti riconoscano l’esposizione protratta fino al 1992"; e nell’atto di cui alla nota INAIL - Direzione Centrale prestazioni - Ufficio III n. 60002 del 19 maggio 2008 ed in particolare al quarto capoverso l’espressione "nei reparti per i quali i predetti atti di indirizzo riconoscano l’esposizione protratta fino a tutto il 1992", il quinto capoverso e l’elenco di cui all’allegato 3 nella parte in cui non prevede l’applicazione dei benefici di cui all’art. 13, comma 8 della legge. n. 257 del 1992 nei confronti di lavoratori i cui stabilimenti siano ricompresi in altrettanti atti di indirizzo che recano date di esposizione entro il 1992», e nella parte dispositiva: «Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio - Sezione Terza bis definitivamente pronunziando sul ricorso in epigrafe, lo accoglie e per l’effetto annulla il D.M. del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e del Ministero dell’Economia e Finanze in data 12 marzo 2008 e l’atto di cui alla nota INAIL - Direzione Centrale prestazioni - Ufficio III n. 60002 del 19 maggio 2008 nelle parti e secondo le modalità in motivazione indicate»;

attualmente l’INAIL, nonostante la citata sentenza del TAR, rifiuta il rilascio delle certificazioni,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto;

quali iniziative intenda intraprendere al fine di interdire all’INAIL, ente strumentale dello Stato ed in particolare del Ministero del lavoro, detta illegittima condotta;

quali iniziative intenda intraprendere per sollecitare l’INAIL ad istruire le varie domande di rilascio di certificazione di esposizione all’amianto, indispensabili per l’erogazione della prestazione, che giacciono da anni, senza risposta;

se ritenga che diritti a copertura costituzionale (articoli 3, 32 e 38 della Costituzione), sanciti da leggi dello Stato, possano essere negati dal comportamento dilatorio e defatigante di enti previdenziali inadempienti.

 

 

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