uranio impoverito: maxi risarcimento e fondo per le vittime varato il regolamento

 

 La presunta contaminazione da uranio impoverito si ritiene essere alla base della patologia tumorale provocata in un ex militare di leva. Questa la storica sentenza con la quale il Tribunale civile di Firenze ha disposto il risarcimento da parte del Ministero della Difesa per non aver disposto l’adozione di adeguate misure protettive per i partecipanti alla missione in Somalia, nonostante fossero sotto gli occhi dell’opinione pubblica internazionale la pericolosità specifica di quel teatro di guerra, sotto il profilo eziopatogenetico che qui interessa e l’adozione da parte di altri contingenti, di misure di prevenzione particolari. Il caso benché essere il solo ad aver ottenuto un risarcimento non è unico essendo innumerevoli i militari ammalati o deceduti successivamente alle missioni operative in Somalia, Bosnia, Kossovo. La questione non è certamente circoscritta a pochi eventi tanto che a fine dicembre 2008 il Consiglio dei Ministri ha approvato un Fondo per gli indennizzi destinati al personale militare e civile contaminato da uranio impoverito e da polveri metalliche sottili nelle missioni internazionali di peace keeping e nelle zone di guerra. Certamente la cautela sul nesso tra patologia tumorale e fattore di rischio è d’obbligo per non generalizzare i casi ma il numero delle malattie, in particolare leucemia, linfoma di Hodgikin e tumore della lingua, e il luogo d’impiego del personale militare e civile necessitano di un attento monitoraggio.

VARATO IL REGOLAMENTO

 

Il 13 febbraio 2009 il Consiglio dei Ministri ha varato il regolamento, sul quale il Consiglio di Stato aveva già espresso parere favorevole, per disciplinare termini e modalità del riconoscimento delle vittime dell’uranio impoverito e delle nano particelle. Il provvedimento riguarda il personale impiegato nelle missioni militari all’estero, nei conflitti e nelle basi militari nazionali ed è costituito da un Fondo che prevede in tre anni uno stanziamento di 30 milioni di euro.

 

 

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